Sabaudia: operato Gervasi, Celebrin spara a zero

Massimo Celebrin il consigliere che fino a qualche mese fa era in maggioranza con l’Amministrazione Gervasi e poi ha deciso di lasciare e aderire al gruppo misto di minoranza, spara a zero sull’operato della squadra Gervasi. Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato stampa a firma del consigliere Celebrin.

Il consigliere Massimo Celebrin
Il comunicato

È sotto gli occhi di tutti che l’incapacità amministrativa è solo la punta dell’iceberg di questa compagine politica al comando. Continua ad essere lampante la mancanza di coerenza e lungimiranza che questa Maggioranza perpetua in ogni decisione, scelta e azione di pianificazione del proprio mandato.

Iniziative solo spot e niente di più

Iniziative che sono spot, senza alcuna ricaduta economicamente e umanamente considerevole a lungo termine, come la piantumazione di giovani alberelli in occasione della “Festa dell’albero”. Lodevole, se non
fosse per il fatto che gli alberelli piantumati lo scorso anno giacciono secchi e morti al belvedere, proprio nei pressi del municipio per mancanza di manutenzione. Come se un contadino si sognasse di seminare un
campo senza poi dare acqua alla propria semina. Che senso ha?

Noncuranza del bene comune

Ecco l’ultimo esempio in ordine di tempo dell’inconsistenza di pianificazione, della assoluta noncuranza verso il bene comune, per non parlare della costruzione e del rafforzamento dell’identità comunitaria. Ma
che cos’è
Sabaudia per questi amministratori? Chi sono i sabaudiani? La città è forse una tabula rasa e i cittadini degli spettatori inermi di fronte ai disegni di Palazzo?
La più grande delusione resta in ogni caso nel constatare con quale arroganza si rapportino questi amministratori con il prossimo, chiunque esso sia.

Arroganza e indifferenza

Arroganza nelle risposte date agli interlocutori, alternata
a indifferenza nei confronti delle richieste di approfondimento presentate in Consiglio, come nel caso della Coppa del Mondo, della gestione delle spiagge in emergenza Covid, della
moria delle palme di Piazza Roma, una scelta politica e non per la direttiva della Commissione Europea come ben sanno tutti quelli della maggioranza, per la quale viene sbandierata un’imminente riqualificazione, del tutto insignificante e quindi inadeguata come è stato fatto per le aiuole che portano al belvedere. Il metodo è sempre lo stesso: fare come viene viene, per dire di aver fatto. Tutti sappiamo che fare male qualcosa vuol dire spendere due volte nel migliore dei casi, senza dimenticare che si rischia di degradare in modo definitivo ciò che andava riqualificato. La questione non è mettere a segno qualche punto, peraltro con dubbi risultati, ma mettere sulla bilancia cosa si guadagna e cosa si perde per ogni decisione presa.

Amarezza e delusione

Delusione e amarezza, ancora una volta in questo nuovo tempo di preparazione al Natale, nel quale avremmo davvero apprezzato un cambiamento di rotta, un ripensamento delle priorità, uno slancio di
entusiasmo e buon senso, e invece nessuna luce, nessuna empatia, nessun conforto nei confronti di una comunità che ha bisogno di positività e rinnovamento.

La fine è vicina

Non posso che ribadire la mia distanza da chi comanda non solo da un punto di vista amministrativo ma anche e soprattutto umano.
Essendo un ottimista, tuttavia, penso che la malinconia e la solitudine cui ci costringe questa pandemia accentuate dall’incapacità governativa e di confronto di Sindaco e compagni, finiranno presto e potremo
ripartire dal progetto di una città all’altezza delle sfide del futuro e nella quale essere orgogliosi di crescere i propri figli”.

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Author: Redazione

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