Covid Bella Farnia: “Avevo denunciato, ma il sindaco non mi ha ascoltata”

“Avevo avvisato. Avevo telefonato al sindaco Gervasi, alla Preside della scuola di San Donato. Prevedevo quello che sarebbe accaduto. L’ho denunciato dopo Pasqua, ma nessuno mi ha voluto ascoltare”.

Suman Kaur Loi

E’ lo sfogo di Suman Kaur Loi, una giovane mamma indiana che vive a Bella Farnia Mare da 3 anni, ma è in Italia da 25. E’ una di noi. Parla italiano perfetto e al telefono non sembra neppure straniera.

Suman è ancora tanto preoccupata. Oltre ad una bimba che frequenta la prima elementare, ora in dad, è al settimo mese di gravidanza. E’ terrorizzata. E’ chiusa in casa. Ha ancora tanta paura.

“Dentro il residence ci sono i negozi aperti. Così non ha senso”

“Nonostante qui a Bella Farnia sia accaduto quello che ormai tutti sanno, ci sono indiani che continuano ad uscire. I negozi qui dentro sono aperti, comprano birre e invece di rientrare, bevono sulle panchine. Avrebbero dovuto chiudere anche i negozi, perché così non ha senso. Così non finirà mai questa storia del Covid. Ieri e l’altro ieri -. ha raccontato Suman Kaur Loi – sono venuti a sanificare. All’ingresso ci sono le forze dell’ordine, ma dietro? Controllassero anche dietro, perché non mi meraviglierei se uscissero dal retro del residence, nascondendo le bici tra l’erba. Non si scherza, questo non è un gioco. Siamo in pericolo. Tutti”.

“Hanno fatto dormire i falsi positivi con i malati di Covid”

Suman Kaur Loi è pessimista. E’ convinta che tra sette, dieci giorni, la situazione potrebbe peggiorare.

“Hanno sbagliato quando hanno fatto i tamponi. Sapete perché? Ve lo spiego – ha aggiunto la giovane mamma indiana -. Tutti gli indiani risultati positivi al tampone rapido sono stati trasferiti in una struttura, tutti insieme, in attesa del molecolare. Qualcuno di loro era falso positivo. Il giorno dopo, i negativi al molecolare sono stati mandati via, ma la notte sono stati a contatto con chi aveva veramente il Covid-19. Vi rendete conto quello che succederà a breve? (Ci auguriamo che non sia così, ndr). Non so più come farmi ascoltare. Non so più cosa fare. Ho pianto, urlato contro i miei concittadini, quelli che escono nel residence a consumare birre sulle panchine. Ho chiamato il sindaco Gervasi, la preside della scuola di San Donato, la Asl. L’ho fatto dopo Pasqua per chiedere di sospendere le corse dei pulmini che portano i bambini a scuola. Basta, ora non so più cosa fare”. LEGGI ANCHE QUI

“Siamo in pericolo. Tutti.”

“Siamo in pericolo. Tutti. Spero di trovare presto un’altra casa, in questa zona non voglio più viverci. Qui a Bella Farnia c’è uno scempio e nonostante tutto nessuno si è degnato ancora di bonificare il residence. Il sindaco Gervasi – ha concluso Suman Kaur Loi – dovrebbe smetterla di prendere in giro le persone, scaricando sempre le responsabilità sugli altri”.

Author: Tiziana Cardarelli

Una passione per il giornalismo diventata una professione. Una professione che sento nell'anima. Rendermi utile mi aiuta a vivere meglio. Cosa mi riempie il cuore di gioia? Il volontariato e vedere sorridere gli occhi dei bambini. Aiutare il prossimo dà un senso di leggerezza e di benessere interiore. Adoro gli animali perché riescono ad amare in modo incondizionato. Nonostante l'esperienza che credo sia la somma delle fregature, mi abbia insegnato che la riconoscenza sia solo il sentimento della vigilia, continuo ad essere sempre disponibile con il prossimo. La mia malattia cronica? Essere una nostalgica romantica.

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