Era il 24 luglio del 1943, quando il Gran Consiglio del Fascismo, di cui faceva parte anche Galeazzo Ciano, con la mozione Grandi, pose la sfiducia nei confronti del Duce ponendo fine al regime fascista. L’indomani, infatti, Mussolini verrà arrestato per ordine del Re, dalla radio alle ore 23.00 appresero che il governo era stato affidato al maresciallo Badoglio.
Le parole del parroco di Sabaudia
Padre Montironi, parroco di Sabaudia, appunta sulle sue cronache giornaliere: Qui a Sabaudia non è successo nulla di anormale all’infuori della rimozione dei quadri del duce e la demolizione ovunque dei fasci e scritte mussoliniane.

La rimozione dei simboli fascisti
Furono pertanto rimossi i fasci dalla torre civica e dal bassorilievo posto sul portale del comune, opera di F. Nagni ed A. Vecchi, che raffigurava la vittoria in marcia, furono scalpellinati tutti i simboli del regime.
Anche il mosaico di Ferruccio Ferrazzi, posto sulla chiesa Santissima Annunziata ed inaugurato il 14 aprile del 1935, corse lo stesso pericolo, in quanto l’artista, oltre alle immagini religiose vi aveva raffigurato Mussolini e Cencelli durante la trebbiatura del grano e la nuova città appena realizzata, ma proprio l’intervento del parroco Agostino Montironi, ne scongiurò la rimozione.

La dichiarazione dello stato di guerra
Le truppe anglo –americane, dopo essere sbarcate in Sicilia, avevano bombardato anche Roma, la guerra ormai era alle porte della città di Sabaudia, il 14 luglio era stato decretato anche in Agro Pontino lo stato di guerra. Ad agosto viene sostituito il nome del Borgo Costanzo Ciano con Mezzo Monte, alcune guardie civiche, essendo state richiamate alle armi, vengono sostituite da Cleto Salterini e Gerardo Galeazzi.
Una nuova epoca cominciava ed anche la nostra città scopriva che cosa volesse dire la Guerra.


