Coppa del mondo di canottaggio: quando il ricordo si fa storia

E’ di questi giorni la notizia della firma del protocollo d’intesa, presso la sede del Coni, per “La coppa di canottaggio 2020”, prevista dal 10 al 12 aprile del prossimo anno.
Una sfida importante per la nostra città, un’occasione per accendere i riflettori su uno sport che richiede, a chi lo pratica, sacrifici immensi, impegno, costanza assoluta. Uno sport, talvolta non valorizzato pienamente come si dovrebbe dai media, e che invece ha regalato e regala alla nostra nazione molte medaglie e molto onore, fatto di atleti ed uomini umili e coraggiosi.
Proprio per questo mi piace, in questo contesto, ripercorrerne la storia, ormai sapete quanto sia importante per me il valore del ricordo, concepito e perseguito non come mero esercizio nostalgico, ripiegato su se stesso, ma come strumento di comprensione, mezzo di conoscenza utile a nuovi progetti.

Il canottaggio e Sabaudia

E’ con la Marina Militare che il canottaggio approda nel 1958 a Sabaudia. Sotto la guida tecnica di Mario Bovo. Forte delle numerose affermazioni conseguite con i propri equipaggi, la Marina Militare trasferisce la sezione remiera dalla Capitale alla cittadina pontina, sono in vista, infatti la
preparazione dei Giochi Olimpici di Roma del 1960 e non ci si vuole trovare impreparati.
La Scuola Centrale Remiera della Marina, in quel particolare momento, era fortemente motivata, divenuta, infatti, interforze, è ben presto il maggiore centro a livello nazionale per canottaggio e canoa, una vera fucina di campioni, molti dei quali provenienti dal territorio cittadino e segna il destino di Sabaudia quale “città del remo”

La Marina Militare e Mario Bovo

Grazie al notevole impegno della Marina Militare, alle indubbie capacità tecniche e alla passione di Mario Bovo (a Sabaudia fino al 1969), ma anche all’opera instancabile dell’Ammiraglio Marcello Pesce e di tanti validi colleghi quali i capi Malgari, Masotto e di collaboratori come capo Pierini e capo Letizia, il Centro remiero diviene uno straordinario polo di attrazione e diffusione del canottaggio a livello nazionale.
Vi trovano ospitalità i primi nuclei remieri delle Forze Armate e si creano le premesse per lo sviluppo di nuovi centri di canottaggio e canoa, sia militari che civili. Così i successi in campo nazionale e internazionale non tardano ad arrivare, come testimonia il ricco medagliere del Centro.

Le Fiamme Gialle

Fu infatti per la volontà di Vittorio Catavèro che anche gli allenamenti delle Fiamme Gialle, in vista delle Olimpiadi, si svolgessero sul Lago di Paola, nel Centro Interforze della Marina Militare, nel 1959, pertanto, anche la sede del Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza dalla città di Gaeta si sposterà a Sabaudia. Dapprima in un’abitazione privata, sita in Via Carlo Alberto, poi in Piazza del Comune, nella Ex Casa del Fascio.
Il gruppo sportivo aveva un solo equipaggio di otto uomini e un timoniere. I primi ad arrivare furono: Boldrin, Trost, Serra, Vertuccio e Biciato, seguiti da Trevisan, Casalucci, Ibba, Giorgianni e Moretti

La prima storica medaglia

La prima storica medaglia arrivò nel 1961, allenatori tecnici Alippi, Bovo e Catavèro una vera alleanza tra la Marina e la Guardia di Finanza che porterà a magnifici risultati.
Il medagliere del Gruppo sportivo è diventato ricchissimo ed i campioni formatisi a Sabaudia hanno regalato alla Nazione molti titoli olimpici e mondiali. Importantissimi i risultati ottenuti sotto il comando del capitano Gaetano Bellantuono

I gruppi sportivi oggi

Numerosi sono oggi i gruppi sportivi, accanto a quello della Marina Militare e della Guardia di Finanza, che si cimentano in queste discipline, quali quello dei Carabinieri e della Polizia di Stato, inoltre, nel tempo, sono nate associazioni private che, con successo, perseguono il fine di insegnare a solcare il lago, con remi e pagaie, a giovani, donne e uomini di ogni
età. Insomma, benvenuto Campionato del Mondo e viva lo sport.

Si ringraziano per le immagini la famiglia Bovo ed il comandante Fabrizio Malgari ed il Gruppo Fiamme Gialle.

Daniela Carfagna

Author: Daniela Carfagna

Nella vita ho fatto veramente tante cose, perché sin da bambina mi hanno insegnato che non è tanto importante il lavoro che si fa, ma come lo si fa. Così il venerdì mi sono laureata in lettere con 110 , a 23 anni, e il lunedì ero sui campi della ditta Terra Flora a raccogliere rape, colorabi e ravanelli, un lavoro durissimo che iniziava alle 5 del mattino e finiva alle 11 di sera. Poi il contatto e il piacere con i ragazzi a scuola, come insegnante di ginnastica e di lettere, infine l’ingresso nel mondo della cultura con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il Comune di Sabaudia. Più di quarant’anni dedicati ai servizi culturali del territorio pontino prima e alla città dalle bianche torri, poi. In realtà un “non lavoro” , una passione ed un amore indiscusso che mi ha regalato molto, moltissimo, in pratica il mio “ quarto figlio” a cui credo di aver dedicato la vita. Oggi ho la fortuna di fare ciò che ho sempre amato, ma che prima non mi era consentito per gli impegni, i figli da crescere ed una famiglia da mandare avanti da sola: scrivere, leggere, viaggiare, ballare, pagaiare sul lago di Paola, con il gruppo Donna Più della Lilt, sezione di Latina, camminare, far fotografie. Adoro l’arte, il cinema e la buona compagnia. Il mio motto “la bellezza e la poesia salveranno il mondo”

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