Al Mazzoni, ‘Sabaudia: percorsi tra storia e memoria’

Si è tenuta presso lo storico Palazzo Angiolo Mazzoni, a Sabaudia, la  seconda conferenza del ciclo “Sabaudia: percorsi tra storia e memoria”.  Il convegno è stato presieduto e guidato dal professore Clemente Ciammaruconi. Il docente in una esaustiva e approfondita esposizione, ha ripercorso in maniera dettagliata tutta la storiografia che vede protagonista Sabaudia e il suo legame storico con la Casa dei Savoia. In particolar modo, il professor Ciammaruconi ha puntato l’attenzione su quel tema poco discusso cui si fa quasi mai riferimento:  il rapporto fra la Casa Savoia e il ventennio fascista.  In un iter storico focalizzato sugli avvenimenti che hanno dominato la penisola e in particolar modo le terre dell’Agro Pontino, si è discusso su quanto l’argomento sia in realtà tanto rilevante quanto taciuto. Con l’obiettivo di rivalutare e considerare sotto un altro punto di vista, più oggettivo e scrupoloso, il rapporto tra monarchia e regime all’epoca, Ciammaruconi ha spiegato come la Casa della famiglia reale sia riuscita a godere di un’immagine di successo internazionale proprio grazie al regime fascista impostosi all’epoca.  Nel corso della conferenza si è focalizzata l’attenzione sui rapporti strettissimi che si crearono fra la Casa Savoia e il regime tanto che le due istituzioni hanno finito per sovrapporsi in unico simbolo, dove i fasci littori hanno comunque sopraffatto la figura reale di Vittorio Emanuele III, eletto a seguito di drammatiche circostanze che videro il padre, Umberto I vittima di uccisione ad opera dell’anarchico Bresci.

Diverse interpretazioni storiche

 Il professore Ciammaruconi ha sottolineato come i rapporti intercorsi tra Benito Mussolini e il re, possano essere interpretati sotto due chiavi di lettura storica, cui non si può prescindere se si vuole ottenere una visione chiara del ruolo monarchico nel periodo fascista. In una prima tesi compare la famiglia Savoia ostaggio nelle mani del fascismo; probabilmente anche a causa del carattere da sempre discusso di Vittorio Emanuele III non particolarmente risoluto e perspicace. In un’altra invece si enfatizza un modello diarchico dove le responsabilità del duce e del re possono dirsi quasi del tutto equiparabili.

Ripercorrendo l’intrecciata storia che ha caratterizzato tutto il ventennio fascista, Clemente Ciammaruconi ha fatto luce sul ruolo monarchico latente, che nel tentativo di uno sfruttamento reciproco ha consentito l’imposizione di un regime dittatoriale pur di allontanare l’ondata socialista che stava prendendo piede nel periodo immediatamente precedente. Un rapporto delicatissimo che entra in collisione e la cui fine verrà decretata soltanto alla fine della guerra. La monarchia consegna il paese nelle mani di Mussolini benché questo non avesse maggioranza  parlamentare.

Sabaudia e il fascismo

Clemente Ciammaruconi ha voluto sottolineare come sia ancora tristemente attuale la tendenza a parlare ancora del fascismo in chiave buonista. E’ importante sottolineare che il fascismo ha cavalcato l’onda di un momento storico durante il quale si stavano verificando dei cambiamenti importanti. E’ necessario porre in netta dicotomia le opere di bonifica integrale e di creazione di centri con l’altra faccia della medaglia. Ad ogni modo, “rapportarsi alla memoria fondativa di Sabaudia – ha precisato Ciammaruconi –  declinandola in chiave fascista è improponibile”. E’ corretto invece dire che fu Mussolini a rendere la monarchia sabauda più popolare, e la bonificazione pontina ne è un grande esempio. Si legge in una citazione portata alla luce dalla lunga ricerca di Ciammaruconi, che “nell’immaginario collettivo, Mussolini rappresentava l’artefice della nuova Italia, ma il punto di riferimento istituzionale restava il re”.  

I monumenti storici

Le opere rinvenibili a Sabaudia meritevoli di citazione nel contesto storico attribuibile alla dinastia dei Savoia, cui la città di Sabaudia deve il nome, sono sicuramente il Palazzo Angiolo Mazzoni interamente costituito di tessere di colore blu, il cosiddetto “blu Savoia”  in onore del colore di casa dell’omonima famiglia. Un tempo il palazzo ospitava le poste, oggi è un importante centro di documentazione; la Chiesa della Santissima Annunziata, protettrice della città e di Casa Savoia, dove per altro si trova la Cappella Reale donata dalla regina Margherita di Savoia e al quale il professore Ciammaruconi ha dedicato ampia parte della sua ricerca storica.

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Author: Redazione

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