Campo profughi? No, i giardinetti di Sabaudia

Altro che campo profughi! I giardinetti pubblici situati nel ‘triangolo’ di via Dante, via Caracciolo e via Principe Eugenio, in pieno centro a Sabaudia, sono uno scandalo. Una vergogna senza fine. Come si vede dalle numerose foto (scattate questa mattina, ndr) quell’area che qualche anno fa era il ritrovo dei bambini, dove potevano saltare e divertirsi, ora è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto. Materassi dismessi, secchi dell’immondizia abbandonati, scarpe, bottiglie di vetro e di plastica, buste nere con rifiuti, giochi dismessi. Chi più ne ha più ne metta. Tutto accantonato ad un angolo, dietro una siepe, quasi per non far vedere. La sporcizia si pulisce, non si nasconde.

Vergogna!

Non veniteci a dire che esageriamo, perché quello che ci hanno segnalato questa mattina alcuni cittadini è veramente troppo. E’ un insulto all’intelligenza dei sabaudiani. Un insulto a chi ha dato fiducia e consensi all’attuale Amministrazione e viene ripagato con un degrado che fa rabbrividire. Un degrado che aumenta giorno dopo giorno, distruggendo una città che potrebbe fare invidia al mondo per le sue bellezze.

Mancano pochi giorni a Pasqua

Mancano pochi giorni a Pasqua e chi ha le case vacanze a Sabaudia sta riaprendo gli appartamenti. I turisti si stanno organizzando per trascorrere qualche giorno al mare. Maltempo o non, verranno. Cosa troveranno? Ditelo voi, cari lettori. Deducete voi dal servizio fotografico annesso all’articolo, cosa saranno costretti a vedere coloro che dovrebbero portare soldi e movimento per incrementare l’economia della città delle dune. Non c’è un angolo decente a Sabaudia. Non esiste un’area verde curata. Solo sporcizia, sciatteria, scaricabarile e menefreghismo da vendere. Non esiste un minino di decoro. Guardate attentamente le foto e giudicate voi stessi se esageriamo. E’ questo quello che meritano i cittadini di Sabaudia?

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Tiziana Cardarelli

Author: Tiziana Cardarelli

Una passione per il giornalismo diventata una professione. Una professione che sento nell'anima. Rendermi utile mi aiuta a vivere meglio. Cosa mi riempie il cuore di gioia? Il volontariato e vedere sorridere gli occhi dei bambini. Aiutare il prossimo dà un senso di leggerezza e di benessere interiore. Adoro gli animali perché riescono ad amare in modo incondizionato. Nonostante l'esperienza che credo sia la somma delle fregature, mi abbia insegnato che la riconoscenza sia solo il sentimento della vigilia, continuo ad essere sempre disponibile con il prossimo. La mia malattia cronica? Essere una nostalgica romantica.

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