Spiagge: nuove regole, rispunta il caso disabili

Da giorni c’è voglia di mare. Primi caldi e giornate più lunghe, nonostante il maltempo ancora crei numerosi problemi, a Sabaudia hanno fatto rispolverare infradito, asciugamani e costumi da bagno. I chioschi hanno iniziato a offrire i primi servizi e i vacanzieri iniziano a fare la loro comparsa nella città delle dune. Visto che la stagione balneare inizia ufficialmente il 1 maggio, per poi chiudersi il 30 settembre, il dirigente comunale Carlo Colecchia ha anche emesso l’ordinanza balneare 2019. Ambiziosa l’idea di gestione del lido dell’amministrazione di Giada Gervasi, espressa in un documento particolarmente lungo ed articolato. Ma proprio nell’ordinanza con cui vengono dettate le regole da rispettare al mare per i prossimi cinque mesi diversi appaiono anche i problemi. A partire da quello ormai annoso dell’accesso dei diversamente abili alle spiagge.

Il nodo dell’accesso in spiaggia dei diversamente abili

Le passerelle sono ancora a pezzi e il Comune, dopo aver incassato la condanna per condotta discriminatoria proprio nei confronti dei diversamente abili, oltre ad aver impugnato la sentenza del Tribunale di Latina, non sembra aver fatto molto per rendere gli arenili fruibili a tutti.

Nell’ordinanza balneare viene però chiesto agli operatori balneari di fare quello che lo stesso ente locale non è riuscito a fare. “Tutti gli operatori balneari – viene specificato – sono tenuti a dotarsi dei dispositivi idonei ed omologati atti a consentire la fruizione dell’arenile e dello specchio acqueo antistante a persone diversamente abili. L’operatore è altresì tenuto a documentare agli uffici comunali competenti l’ottemperanza a detta disposizione normativa”.

In meno di 24 ore i balneari dovrebbero risolvere la fruibilità degli arenili

In 24 ore chi gestisce strutture balneari, anche in zone dove le caratteristiche della duna rendono particolarmente arduo l’accesso in spiaggia, dovrebbe così risolvere il problema della fruibilità degli arenili per chi si trova in sedia a rotelle, che in piena autonomia, dopo aver parcheggiato, dovrebbe poter attraversare la duna, arrivare in spiaggia ed entrare in acqua. All’apparenza una missione impossibile. E anche un rischio per gli operatori balneari, considerando che il mancato rispetto di un’ordinanza espone a una serie di contestazioni sul fronte penale, sanzionatorio e alla perdita della stessa concessione.

Nello stesso documento viene anche aggiunto: “I concessionari sono tenuti a garantire l’accesso al mare da parte delle persone diversamente abili, predisponendo idonei percorsi fino alla battigia e potranno, al fine di consentire la mobilità all’interno delle aree in concessione, posizionare altri percorsi sulla spiaggia, purché semplicemente poggiati e non infissi al suolo e che dovranno essere rimossi al termine della stagione balneare”.

Al mare con gli amici a quattro zampe

Per quanto riguarda gli animali domestici, nell’ordinanza viene invece evidenziato che l’accesso agli arenili è vietato e che per loro, come ormai di consueto, verrà allestita una bau beach, consentendo però anche ai concessionari di riservare parte dell’area in concessione agli amici a quattro zampe. Un’altra chance per chi vuole andare al mare senza separarsi da “Fido”.

Un mare plastic free

Tra le disposizioni innovative vi è poi quella del divieto a partire dal 1 luglio, per i titolari della strutture balneari di utilizzare piatti, posate e bicchieri di plastica per servire alimenti e bevande ai loro clienti. Un contributo concreto per liberare il mare dalla plastica, che sta distruggendo ogni forma di vita.

Divieti e obblighi dei concessionari

Vietati quindi i massaggi fatti da ambulanti e imposto a chi gestisce i chioschi di occuparsi della manutenzione ordinaria delle passerelle. I concessionari sono inoltre tenuti a tenere pulita la spiaggia che hanno in concessione e lo specchio acqueo antistante la battigia. Gli stessi sono inoltre obbligati ad esporre cartelli sullo stato della balneabilità anche in lingua russa e indiana. E sul fronte della civiltà è stato imposto a chi gestisce le strutture balneari di far utilizzare i servizi igienici a tutti e non solo ai clienti.

Stretta contro il lavoro nero

Un obiettivo tra i più ambiziosi che emerge dall’ordinanza, all’apparenza volto a contrastare il lavoro nero, è poi quello dell’obbligo dei concessionari sia di esporre le tariffe per i vari servizi, comunicandole anche al Comune, che di comunicare allo stesso ente locale i nominativi degli addetti ai vari servizi. Insomma regole per vivere cinque mesi di mare da cui emergono subito tanti problemi per la loro effettiva applicazione, ma molte che appaiono destinate anche a rendere più pulita l’economia blu.

Clemente Pistilli

Author: Clemente Pistilli

Nato a Velletri 43 anni fa e laureato in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, da venti anni mi occupo di comunicazione a livello locale e nazionale. Una passione mai sopita quella per il giornalismo in generale e per la cronaca giudiziaria in particolare, portata avanti tanto sulla carta stampata quanto sui nuovi media, con radici rimaste sempre salde sul territorio pontino e innamorato della terra di Circe. E sempre con un imperativo: andare, vedere, raccontare.

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