Villa Adriana, riconoscimento quasi esclusivo

Il recente inserimento di Villa Adriana nel ristrettissimo elenco dei siti Unesco protetti con il “disco blu”, ci offre lo spunto per poter parlare sia del prestigioso riconoscimento di cui è stata oggetto, sia dell’importanza e bellezza del complesso della villa imperiale dal punto di vista storico ed architettonico.

Villa Adriana tra i beni protetti dallo ‘Scudo blu’

Nello scorso mese di aprile l’Unesco ha stabilito che il complesso architettonico di Villa Adriana fosse inserito nell’elenco di quei beni artistici-culturali che godono della protezione del così detto “Scudo Blu”, ovvero di una protezione rafforzata che ne garantisce la tutela anche in caso di un eventuale conflitto bellico.

Già patrimonio Unesco dal 1999

Più precisamente essa, già patrimonio Unesco dal 1999, godrà di una tutela ulteriore, che le garantirà di essere “intoccabile”, ovvero in caso di conflitto armato non potrà essere oggetto di attacchi bellici, né essere utilizzata per scopi o fini militari. Tale riconoscimento finora è stato riconosciuto ad una piccolissima rosa di siti culturali, quali il Monastero di Geghard e l’alta valle dell’Azat in Armenia, la villa Tugehghat nella Repubblica Ceca, la Biblioteca Nazionale di Firenze e Castel del Monte in Puglia.
Con il riconoscimento anche di Villa Adriana salgono a tre i siti italiani facenti parte di questa speciale e prestigiosissima lista di beni culturali, ad ulteriore conferma di quanto il nostro paese sia unico e impareggiabile nell’arte e nella cultura.

Villa Adriana oggetto di studio da parte di Leonardo da Vinci

In occasione della ricorrenza in questi giorni dei cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci, ci sembrava giusto e doveroso cogliere il legame tra le due circostanze ed evidenziare come il complesso di Villa Adriana sia stata oggetto di studio ed interesse da parte del genio toscano, che visitò il complesso nel 1501, con il fine di raccogliere preziosi elementi ed informazioni riguardo l’arte e l’architettura classica, poi da egli riportati sotto forma di disegni nel Codice Arundel, oggi conservato presso la British Library. In esso Leonardo ha raffigurato il Serapeo, ovvero una struttura religiosa dedicata al culto della divinità egizia Serapide, presente all’interno della villa di Adriano.
Sembra che quanto egli ebbe modo di vedere e studiare presso il complesso di Villa Adriana gli servì da spunto per progettare e disegnare allestimenti scenografici.

Il Complesso architettonico di Villa Adriana

Dopo aver raccontato del prestigiosissimo riconoscimento ottenuto e della visita che il genio da Vinci fece presso di essa nei primi anni del ‘500, ci sembra doveroso illustrare il capolavoro architettonico da essa rappresentato, oggi tra i maggiori siti visitati in Italia ed allora esempio unico di rinnovamento della concezione dell’architettura civile.
Villa Adriana è stata la residenza dell’imperatore Adriano, realizzata intorno al I sec. d.c. presso l’odierna città di Tivoli, allora Tibur, a circa 30 km da Roma. Essa è ubicata sui monti Tiburtini, era raggiungibile via terra attraverso la via Tiburtina e la via Prenestina oppure navigando il fiume Aniene.
La villa venne realizzata ai piedi del monte Ripoli, su cui sorge oggi la città di Tivoli, una zona ricca di sorgenti di acqua, anche solfuree.

Il primo nucleo della villa realizzato in età repubblicana

Il primo nucleo della villa fu realizzato in età repubblicana e sembra appartenesse alla moglie dell’imperatore Adriano, il quale poi decise di ingrandirla realizzando un complesso finalizzato a soddisfare tutte le funzioni per cui venne pensata, ovvero di servizio, di rappresentanza e residenziale. In essa l’imperatore potè esprimere tutte le idee innovative ed originali in campo architettonico che gli appartenevano, realizzando un complesso che è entrato a pieno diritto tra le opere che hanno rivoluzionato il pensiero nella storia dell’architettura.

Una villa formata da una serie di edifici

Il complesso che si estende per circa 300 ettari è composto da diverse strutture che lo rendono una piccola città in miniatura. La villa infatti è formata da una serie di edifici tra di essi collegati ed aventi una funzione ben precisa, sembra che l’imperatore volle riprodurre nel complesso architettonico i luoghi ed i monumenti che più lo colpirono ed affascinarono durante i sui viaggi in giro per l’impero, ma in realtà gli edifici che costituiscono la villa esprimono elementi innovativi nell’architettura romana di quel periodo, con una nuova concezione compositiva e quindi la riproposizione di monumenti greci ed egizi è da interpretare più come elemento evocativo che non una effettiva ricostruzione reale.

L’enorme giardino quadrato

Tra i vari edifici che la compongono vanno sicuramente menzionati il “Pecile”, ovvero la ricostruzione della Stoà Pecile, portico dipinto, dell’agorà di Atene, costituito da un enorme giardino quadrato con piscina centrale.
Poi c’era il “Canopo”, forse la parte più celebre e conosciuta del complesso, ovvero un lungo bacino d’acqua che voleva rievocare il fiume Nilo, attorno al quale si trovano ancora numerose statue romane che però si rifacevano alle celebri cariatidi dell’Erette o sulla Acropoli di Atene. Il braccio d’acqua si concludeva con una ampia esedra che ospitava il triclinio, ovvero lo spazio in cui l’imperatore ed i suoi ospiti erano soliti banchettare.

Le piccole e grandi Terme dell’imperatore

Allineate con il Canopo si trovano le “piccole e grandi Terme”, le prime destinate all’imperatore, alla sua famiglia ed ai sui ospiti, mentre le seconde erano riservate al personale addetto alla villa, entrambe riccamente decorate ed illuminate.

La sala dei filosofi e i due teatri

Altro importante edificio è rappresentato dalla “sala dei filosofi”, ovvero la sala riservata alle riunioni ufficiali e politiche, rivestita con pregiatissimo marmo rosso per evidenziare la potenza dell’imperatore. Il complesso era dotato anche di due teatri, quello detto “greco” e quello detto “marittimo”, da molti studiosi ritenuta la parte più antica e privata dell’intero complesso, dove l’imperatore amava ritirarsi per meditare. Esso si presenta come una sorta di isola con un colonnato in stile ionico, circondata da un canale che non aveva collegamenti fissi con la parte più esterna e al quale si poteva
accedere solo mediante un ponte mobile.

Antinoeion”, il luogo di culto dedicato all’amante di Adriano

Tra le strutture più importanti del complesso della villa va ricordato lo “Antinoeion”, ovvero il luogo di culto dedicato ad Antinoo, amante di Adriano morto in giovane età annegando nel fiume Nilo e quindi divinizzato dall’imperatore. La struttura presenta due templi ed una esedra sul fondo, al centro dei due templi sembra ci fosse un obelisco egizio che oggi è stato identificato con quello presente sul Pincio.
Il complesso ovviamente presenta altre strutture ma descriverle tutte sarebbe toppo lungo, quindi il modo migliore per poterle conoscere è sicuramente quello di visitare questo bellissimo ed unico sito che il mondo ci invidia e che noi abbiamo invece la fortuna di avere a pochi km di distanza.

Cristiano Rossi

Author: Cristiano Rossi

Progettista architettonico, strutturale e consulente d'ufficio. cristiano_box@virgilio.it

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