Incendiati beni di un senza tetto, ora tocca alla videosorveglianza

Un episodio infame. Di una cattiveria inaudita. Uno schiaffo a chi ogni giorno si impegna con la solidarietà per porgere una mano verso i più deboli. Ma l’inciviltà e la cattiveria ormai non conoscono più limiti. Proprio come chi questa mattina si è divertito ad incendiare gli effetti personali di un senza tetto. Un clochard che aveva dormito al freddo, utilizzando quello che aveva per coprirsi, dinanzi all’ingresso del Museo Emilio Greco a Sabaudia

Gli autori saranno presto incastrati dai filmati registratati dalla videosorveglianza. Un servizio per la città di Sabaudia che proprio oggi dal Comune hanno fatto sapere che “è perfettamente funzionante“. Ce lo auguriamo. Ci auguriamo che abbia registrato ogni minimo dettaglio dell’atto vandalo, immortalando quel volto senza anima di chi ha agito, con la speranza che il gesto scaturito da cattiveria e disprezzo venga punito adeguatamente.

Dinanzi a tale azione di avvilente povertà morale, viene in mente una frase bellissima del regista padovano Carlo Mazzacurati, destina a fare storia “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre“. Bastava conoscerla, vigliacchi!

Secca la condanna del sindaco Gervasi

“L’episodio di questa mattina – ha commentato il sindaco di Sabaudia – è frutto dell’inciviltà e del disprezzo per il prossimo. Un gesto di vigliaccheria assoluta che merita la ferma condanna da parte di tutti noi. Confido ora nelle indagini delle Forze dell’ordine, nei confronti delle quali ribadisco la piena fiducia dell’Amministrazione comunale”.

Le indagini

Su quanto accaduto questa mattina stanno lavorando gli agenti della Polizia Locale del Comune. E’ al vaglio delle forze dell’ordine il video registrato dal sistema comunale che pare abbia immortalato tre persone che pochi istanti prima si aggiravano nei pressi dell’ingresso del museo. Filmato che dovrebbe avere ripreso anche il momento del meschino atto.

Il senza tetto ha sempre rifiutato ogni forma di assistenza

“La persona che è solita sostare davanti al Museo, – si legge in una nota del Comune – è stata più volte attenzionata dai servizi sociali del Comune al PIS – Pronto Intervento Sociale, nell’ambito delle attività di competenza del Distretto Socio-Sanitario Latina 2, e che la stessa ha sempre rifiutato ogni forma di assistenza”.

Tiziana Cardarelli

Author: Tiziana Cardarelli

Una passione per il giornalismo diventata una professione. Una professione che sento nell'anima. Rendermi utile mi aiuta a vivere meglio. Cosa mi riempie il cuore di gioia? Il volontariato e vedere sorridere gli occhi dei bambini. Aiutare il prossimo dà un senso di leggerezza e di benessere interiore. Adoro gli animali perché riescono ad amare in modo incondizionato. Nonostante l'esperienza che credo sia la somma delle fregature, mi abbia insegnato che la riconoscenza sia solo il sentimento della vigilia, continuo ad essere sempre disponibile con il prossimo. La mia malattia cronica? Essere una nostalgica romantica.

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