Tiriamo le somme (amare) della situazione attuale

Nella cosiddetta “Fase 2” non si è agito con determinazione, e una nazione in difficoltà come l’Italia non poteva permetterselo. Le restrizioni attuali soffocano l’economia non riuscendo comunque a tutelare la salute della popolazione. Riaprendo solo determinate attività si è soltanto cercato di spazzare la polvere sotto il tappeto. All’italiana.

Il governo non può e non deve affidare questioni così delicate al buon senso delle persone. Lo abbiamo visto in questi primi giorni di riapertura dei luoghi pubblici come parchi e in ultimo bar e ristoranti. Locali e giardini pieni, con folla da grande evento. Il modello di riapertura a scaglioni è l’ultima delle idiozie: prevedere la riapertura di alcune attività fa si che le persone si riversino in esse, garantire il distanziamento sociale è una favola a cui vogliamo credere perché completamente provati dall’isolamento della quarantena. E un governo non dovrebbe raccontarci favole.
Assurdo come da oggi, 25 maggio, sono state riaperte palestre e centri sportivi con un rischio di contagio esponenzialmente maggiore e larghe difficoltà nella gestione degli utenti, quando invece per altri luoghi di aggregazione come i cinema (più semplici da gestire) si dovrà aspettare giugno. Tutto questo fa sorridere, ma è un sorriso amaro.

Stessa disorganizzazione anche nel mondo sportivo, la Lega calcio è infatti una delle poche in Europa a non aver preso una decisione sull’esito dell’attuale campionato, problematica figlia di un sistema incapace di agire nelle situazioni straordinarie. Quando si dice “sbaglia solo chi fa”. Ad oggi infatti non è ben chiaro se si ripartirà e non c’è una data certa.
Non migliore la situazione riguardante la scuola, con le modalità dell’esame di maturità ancora non chiare neanche a coloro del settore, con continui aggiornamenti e esplicazioni di una versione iniziale che avrebbe creato dubbi non solo ai filosofi.

Il Covid-19, come un fiume in piena che straripa in assenza di argini, ha travolto l’Italia portando a galla tutti i problemi della pessima gestione degli ultimi decenni. Machiavelli era forse antipatico all’attuale e passato governo? Sanità lacerata e ridotta all’osso, classe politica
di maggioranza e opposizione incapace di collaborare per il bene del paese, ma sempre pronta ad accaparrarsi consensi con sciacallaggio di basso livello. Questo è il carosello che ci ha fatto toccare il fondo.

E’ difficile pensare al futuro quando è perfino il presente ad essere incerto e imprevedibile. Riuscirà la nazione a rialzarsi? Deve e al più presto, anche se ad oggi sembra un’utopia.

*in foto i limiti di sicurezza ben rispettati (ironicamente!) in un noto locale della capitale

Umberto Celani

Author: Umberto Celani

Sono Umberto Celani, uno studente di liceo. Sono un amante della cultura, infatti credo che sia  la chiave per essere liberi. Agonista a tutto tondo, amo le sfide, che sono il sale della mia vita. Nella contemporaneità fuorviante in cui siamo immersi ritengo che le rare qualità da ricercare siano l’umiltà, la razionalità e la riflessività. Descriversi in poche righe non è affatto semplice, spero che leggendomi capirete di più su di me.

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