La coerenza, l’onestà intellettuale e… i farisei

di Tiziana Cardarelli

Coerenza e onestà intellettuale: due pregi importanti che non tutti possiedono. La coerenza è quella costanza, per azioni e pensieri, sia affettiva che logica. E’ coerente chi difende la propria professione con le unghie e con i denti essendo cosciente di essersi formato per svolgerla al meglio, con anni e anni di gavetta senza mai fare e ricevere sconti. L’esatto contrario, invece, è chi, nonostante la non più tenera età, ancora non ha capito cosa fare da grande. Mi spiego meglio, cari amici lettori. Chi nella vita cambia diversi mestieri senza riuscire ad inquadrare la propria professione è un incostante. Un inaffidabile. Nel lavoro e nella vita. Un po’ come in politica quando si volta ‘bandiera’ in base al vento, quando si rincorre il carro dei vincitori per salirci sopra. E mica una volta! Ecco, questi sono i disonesti mentali, gli incoerenti, i farisei, gli arrampicatori sociali che fingono di avere ideali ma si battono solo per raggiungere interessi personali. Chi raggira il prossimo, gli incantatori di serpenti per intenderci, che blaterano riuscendo solo a parlare del ‘sesso degli angeli’, calcolando sempre la forma e mai la sostanza.

Ah, la coerenza!

Non possono essere definiti coerenti coloro che da sempre cercano di reggersi con due piedi in una scarpa, parlando addirittura della disonestà intellettuale degli altri. Suvvia amici, facciamo tutti un bagno di umiltà, finiamola col criticare il prossimo, mettendolo in cattiva luce per acquistare punti. E’ un chiaro segno di inferiorità, lo dice la psicologia! Tanto il tempo è galantuomo e i millantatori, prima o poi, saltano fuori.

Le maschere di Pirandello

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”. Tutti (o quasi) ricorderanno la famosissima frase del grande drammaturgo e scrittore italiano, Luigi Pirandello. Un poeta che ha sempre cercato di smascherare le apparenze, di ‘entrare’ nella vita delle persone per coglierne la complessità.
Ha avuto l’onestà intellettuale di rimanere coerente con le proprie idee, capendo che nella vita sono pochi i volti e tante le maschere. Le stesse maschere che di giorno sorseggiano drink in compagnia di ‘amici’ e poco dopo li screditano, pugnalandoli alle spalle. E lo fanno ritenendosi talmente superiori che, addirittura, sottovalutano l’intelligenza altrui. E’ vero, non possiamo negarlo, oggigiorno l’onestà intellettuale scarseggia parecchio, soprattutto sui social. E proprio sui social si nota molto bene lo squallore degli ipocriti. Che poi sono sempre gli stessi che nella vita non sono riusciti a costruire nulla, ma hanno sempre vissuto alle spalle degli stolti. Sono gli stessi che indossano la maschera, salutano con il sorriso e appena girano l’angolo sputano veleno. Ma la maschera la toglieranno almeno quando tornano a casa? Oppure fingono anche di essere felicemente accompagnati quando spingono il carrello della spesa e poi si vantano di essere single? Per non parlare dei lecchini, dei marchettari che fanno i salti della quaglia senza capire da quale parte stare, manipolati come burattini da donne che di femminile hanno solo il nome. Che Dio ce ne liberi!

I salti della quaglia

Ognuno può vivere come meglio crede, ma non certamente dando lezioni di onestà intellettuale, coerenza e per giunta credendo di potere insegnare la professione agli altri, non sapendo ancora qual è la propria. Una riflessione la mia, da condividere con voi. Una riflessione dalla quale si può evincere che i compromessi nella vita non sono proprio il massimo. Li lasciamo ai marchettari. Ai conigli che preferiamo al forno con le patate, insieme a qualche pezzo di maiale per rendere la pietanza più succulenta. I compromessi li lasciamo volentieri alle quaglie che pensano di essere canguri e a chi non conosce il rispetto, il coraggio e soprattutto l’umiltà. Ma del resto come sosteneva Oscar Wilde: “Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”. Parole sante!



Tiziana Cardarelli

Author: Tiziana Cardarelli

Una passione per il giornalismo diventata una professione. Una professione che sento nell'anima. Rendermi utile mi aiuta a vivere meglio. Cosa mi riempie il cuore di gioia? Il volontariato e vedere sorridere gli occhi dei bambini. Aiutare il prossimo dà un senso di leggerezza e di benessere interiore. Adoro gli animali perché riescono ad amare in modo incondizionato. Nonostante l'esperienza che credo sia la somma delle fregature, mi abbia insegnato che la riconoscenza sia solo il sentimento della vigilia, continuo ad essere sempre disponibile con il prossimo. La mia malattia cronica? Essere una nostalgica romantica.

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