L’archeologia si presenta come testimonianza e promozione delle bellezze culturali presenti nel territorio pontino. E in questa direzione riveste una valida importanza il patrimonio indirizzato allo studio ed alla
ricerca, le cui tracce risultano distribuite nelle diverse località della provincia di Latina.
Anniversario della morte di un illustre poeta
Una data da segnalare, il prossimo 27 novembre, che corrisponde al mese della scomparsa dell’illustre poeta Quinto Orazio Flacco, ovvero la ricorrenza dei 2027 anni, essendo morto nel novembre dell’8 a.C.
L’anniversario in un certo senso investe anche il territorio pontino, in quanto l’illustre letterato, originario delle Puglie nato a Venosa il 65 a.C., nell’anno 37 era transitato sulla via Appia. In occasione di quella
circostanza, lo scrittore di tante pregevoli opere aveva descritto i momenti più salienti nel libro I della Satira V. Lo scrittore “Apulus an Lucanus”, come lo stesso amò definirsi, compì questo viaggio, in primavera, su incarico di Ottaviano Augusto, in compagnia degli amici Eliodoro, Mecenate e Cocceio Nerva.

Missione diplomatica
Si trattava di una missione diplomatica che lo portava a Brindisi con l’obiettivo di trattare dei complessi rapporti politici esistenti tra Ottaviano ed Antonio. L’incontro però non ebbe luogo a causa della scelta di Antonio di dirigersi verso Taranto. Nel Lazio, le tappe del viaggio sulla via Appia, nella provincia a sud di Roma, furono: Foro Appio (Pontinia), Santuario di Feronia a Terracina, Fondi e Formia. Pieni di slanci realistici e di toni
amichevoli i versi latini di Orazio, che inventò per definire i diversi momenti trascorsi sulla strada romana.
Alcuni incontri, avvenuti a Mesa di Pontinia a proposito dei ‘mali culices’ (le fastidiose zanzare), a Terracina, dove si svolse l’arrampicata alle pendici di Anxur e dove si fermò per lavarsi gli occhi alla pura linfa della dea Feronia, a Fondi, dove si verificò il contatto con il fastidioso Pretore Aufidio Lusco, e, a Formia, ospiti del nobile anfitrione Mamurra. L’iniziativa di valorizzazione dell’antica arteria romana è
indubbiamente di stimolo e promozione per le testimonianze archeologiche e storiche presenti nelle diverse località.
Arteria di importanza storico – archeologica
In questa direzione si avverte un forte interesse che sollecita le località pontine verso la riscoperta dell’importante arteria a livello storico e archeologico. E’ un discorso che merita particolare attenzione sulla scorta dei programmi che debbono essere messi in cantiere. Il territorio grazie all’esistenza di diversi musei e centri di conservazione, realizzati negli anni a Formia, Sperlonga, Terracina, Gaeta, Latina, Ventotene, Sabaudia, San Felice Circeo, si caratterizza adeguatamente sul piano culturale.
Prendendo in esame le testimonianze archeologiche e le scoperte antiche, un significativo rilievo viene offerto dai ritrovamenti avvenuti nel tempo in diverse aree, da quelle legate al comprensorio del Circeo, alla villa di Domiziano, alle località della costa ed al nord e sud della provincia latinense.
Realizzata nel 312 a.C.

La via Appia, realizzata nel 312 a.C. dal censore Appio Ceco rappresentò un’esaltante opera di ingegneria viaria; il primo tratto, che portava a Terracina era un lungo rettifilo di 90 chilometri, gli ultimi 28 dei quali
fiancheggiavano un canale di bonifica, il che permetteva di avanzare utilizzando una barca o un carro trainato da un cavallo. Dopo, la strada si inerpicava per un valico di montagna verso la piana di Fondi. Il percorso complessivo era di 132 miglia, pari a km 195, e si percorreva con cinque sei giorni di viaggio. La via venne eseguita prima fino a Benevento poi al di là dell’Appennino fino a Venosa e successivamente fino a Brindisi, nota come la porta dell’Oriente.

Migliorata dall’imperatore Traiano
Nei primi anni del II secolo d.C. fu migliorata dall’imperatore Traiano ed in questa maniera fu possibile recarsi da Roma a Brindisi in 13/14 giorni per un percorso complessivo di 365 miglia pari a 540 chilometri.
Di recente è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa con il coinvolgimento dei Comuni di Itri e Fondi, della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio e del Parco dei Monti Aurunci. I progetti sono stati approvati
con un finanziamento di 700 mila euro e l’avvio è stato previsto per fine novembre con durata di circa 6 mesi.
Appia day
L’Appia Day è il sito finalizzato all’accoglienza dei turisti per il mese di giugno con un adeguato afflusso di visitatori. Sono stati preventivati lavori di restauro e di ripristino con la fruibilità dei luoghi. Ed inoltre, il recupero delle costruzioni e delle cisterne, attualmente non fruibili, nonché il ripristino dell’antica cinta difensiva borbonica. Tra gli obiettivi, l’attrazione culturale ed il conseguente potenziamento dei sistemi economici relativamente ai territori attraversati dalla ‘regina viarum’.



