Novembre, quando i cimiteri si trasformano in giardini

I nostri cari li teniamo sempre stretti nel cuore, ma in questi giorni di novembre dedicati al loro ricordo, ci rechiamo nei cimiteri anche lontani, riordiniamo i luoghi in cui sono custodite le loro salme mortali, apparecchiamo la sera le nostre tavole con le vivande che hanno amato, speriamo in cuor nostro, che arrivino piano piano nelle nostre cucine ad assaggiare quanto abbiamo preparato per loro. Un rito che da centinaia di anni  ripetiamo in forme diverse, a seconda delle regioni di appartenenza, ma sempre con la stessa devozione, rispetto, amore. In molte famiglie per esorcizzare la paura degli spettri e sull’onda di quanto viene fatto in America ci si traveste, ignorando che anche in Italia,  da sempre, nelle nostre isole in particolare, si avevano tradizioni molto simili a quelle del dolcetto / scherzetto. I camposanti si trasformano in giardini e gli splendidi crisantemi, proprio perché fioriscono in questa stagione, diventano il simbolo del nostro affetto. Ma da dove nasce questa antica usanza? 

La leggenda

“In un tempo remoto, nel lontano Oriente, una bambina vegliava al capezzale della sua mamma moribonda, pregando gli spiriti di non farla morire. Uno Spirito commosso dalle sue suppliche, dandole un fiore le disse:- Quando la Morte arriverà, porgi a lei questo fiore, ti sarà così concesso di passare ancora con la tua mamma tanti anni quanti sono i suoi petali.- La bimba rimasta sola contò i petali del fiore, e vide che erano davvero pochi. Allora, con le sue piccole dita, ridusse ogni petalo in tantissime sottili striscioline, facendo ben attenzione a non staccarli.
Quando la Morte arrivò, guardò esterrefatta quel fiore sconosciuto con infiniti petali e disse alla bambina: – La tua mamma resterà con te per un numero di anni uguale al numero di questi petali.- Era nato il crisantemo”

I mille colori dei crisantemi

Non possiamo sapere se questa è solo una favola, ma ci piace pensare che quella bambina sia esistita davvero e che questo fiore così generoso, dai mille colori e sfumature diverse, abbia deciso di fiorire a novembre, proprio per consentirci di fare un regalo a chi amiamo e trasformare quel luogo del ricordo in un bel giardino in cui i nostri pensieri incontrino i loro in un abbraccio fatto di amore e condivisione profonda.

Author: Daniela Carfagna

Nella vita ho fatto veramente tante cose, perché sin da bambina mi hanno insegnato che non è tanto importante il lavoro che si fa, ma come lo si fa. Così il venerdì mi sono laureata in lettere con 110 , a 23 anni, e il lunedì ero sui campi della ditta Terra Flora a raccogliere rape, colorabi e ravanelli, un lavoro durissimo che iniziava alle 5 del mattino e finiva alle 11 di sera. Poi il contatto e il piacere con i ragazzi a scuola, come insegnante di ginnastica e di lettere, infine l’ingresso nel mondo della cultura con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il Comune di Sabaudia. Più di quarant’anni dedicati ai servizi culturali del territorio pontino prima e alla città dalle bianche torri, poi. In realtà un “non lavoro” , una passione ed un amore indiscusso che mi ha regalato molto, moltissimo, in pratica il mio “ quarto figlio” a cui credo di aver dedicato la vita. Oggi ho la fortuna di fare ciò che ho sempre amato, ma che prima non mi era consentito per gli impegni, i figli da crescere ed una famiglia da mandare avanti da sola: scrivere, leggere, viaggiare, ballare, pagaiare sul lago di Paola, con il gruppo Donna Più della Lilt, sezione di Latina, camminare, far fotografie. Adoro l’arte, il cinema e la buona compagnia. Il mio motto “la bellezza e la poesia salveranno il mondo”

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