Era il 3 settembre del 1943… quando la storia si fa racconto

Era il 3 settembre del 1943, quando il governo italiano, retto da Badoglio, e gli anglo-americani firmarono un armistizio segreto a Cassibile, in Sicilia, sebbene ufficialmente la resa non fosse stata ancora annunciata.
Il giorno dopo, pertanto, alle 16 Terracina viene bombardata.
Le vittime furono più di trecento, la città spopolata, il vescovo trovava riparo presso la Madonna della Delibera, insieme a migliaia di sfollati, nei pressi di campo Soriano.
Da Roma giungeva chi fuggiva dalla città, in montagna fuggiva chi era nelle città rivierasche, le persone non sapevano bene che strada intraprendere, una gran confusione regnava ovunque.
Gli animali dello zoo di Roma trovano rifugio nel Parco Nazionale

Nel Parco del Circeo e a Molella per qualche mese furono trasferiti anche gli animali dello zoo di Roma

La notizia dell’armistizio fu diramata l’8 settembre, il cielo di Sabaudia viene attraversato da più di cento velivoli inglesi e americani, in quella stessa giornata un caccia tedesco cade colpito in località Molella.
Il distaccamento di artiglieria di stanza a Caterattino si trova, come il resto dell’esercito, in balía di se stesso, il re è fuggito da Roma. I tedeschi chiedono armi e automezzi, il comandante del presidio, il colonnello De
Villa
fa opposizione, la Milizia Portuaria cattura una camionetta tedesca e nell’operazione subisce il ferimento di quattro uomini.
La capitolazione del presidio di Sabaudia alle truppe tedesche avvenne tra il 9 e l’11 settembre di quell’anno.

Il racconto di padre Montironi

Il racconto di padre Agostino Montironi è preziosissimo:- Alle 5:45 la campana civica dà lenti rintocchi annunziante lo stato di emergenza. Alle 6:30 arrivano di nuovo i parlamentari Tedeschi, che ripartono insieme a un nostro parlamentare… Si è in attesa di eventi. Dio ci assista! La situazione è piuttosto grave. A mezzogiorno il comando del presidio ha accettato la resa – si nota tra i soldati e anche tra gli ufficiali uno sbandamento; molti fuggono. Alle ore 16 la situazione diviene più chiara, v’è il disarmo di tutta la truppa presso i nostri magazzini, gli ufficiali sono chiamati a rapporto da un ufficiale superiore tedesco il quale afferma di considerare i nostri soldati come camerati, nullo il tradimento di Badoglio !e perciò ancora uniti nella comune lotta contro gli inglesi. I soldati sbandati ritornano, un senso di calma entra pure nella popolazione che esce dalle case e la vita ritorna quasi normale. Le giornate seguenti sono drammatiche, i soldati, nella confusione più totale, in assenza di ordini, non sanno se fuggire o rimanere, comincia il saccheggio indiscriminato di viveri e mezzi anche da parte della
popolazione, il 12 settembre la radio annuncia che Mussolini è stato liberato dai tedeschi.
Nel frattempo le truppe di artiglieria della scuola controaerea vengono disciolte. La città viene consegnata ai tedeschi.

La storia del soldato tedesco Georg Kirchner

A questo punto una piccola storia si inserisce, come sempre in quella più grande, il fattore umano, aggiunge quella tessera, ovvero quella sfaccettatura della realtà che nessuno si immagina di trovare, così tra le truppe tedesche, troviamo il soldato Georg Kirchner, di stanza qui a Sabaudia durante la seconda guerra mondiale.
Il milite fu così affascinato dai luoghi e dalle persone, che decise di tornarvi per il suo viaggio di nozze. Rimase sempre in contatto con le famiglie Anelli e Cargnelutti, (presso la quale gli Anelli erano sfollati). Purtroppo, sua moglie si ammalò di cancro e fu il dottor Ercole Anelli ad aiutarlo in quella tragica occasione, per anni e anni dopo il conflitto, infatti, il soldato aveva continuato a spedire alle famiglie birra tedesca.
Dopo la morte della consorte, erano rimasti in buoni rapporti anche i figli che divennero amici a loro volta. Quando, qualche anno fa anche Georg morì, i figli venendo a Sabaudia portarono al dottore l’album di loro
padre in cui erano preziosamente conservate alcune immagini della permanenza del padre a Sabaudia, prova che talvolta anche nella guerra può nascere un vero sentimento di amicizia.

Lo sfollamento

Tornando al 14 settembre il colonello De Villa, con l’autorizzazione del comando tedesco si reca a Roma per avere direttive chiare circa la sorte soprattutto degli ufficiali… a sera torna con la notizia che possono andare a casa, soltanto i militi della Portuaria dovranno restare al proprio posto con l’incarico di polizia giudiziaria.
Il giorno successivo le famiglie abbandonano la città, inizia lo sfollamento, a sera giungono i tedeschi, è il 15 settembre 1943. L’Istituto dell’Opera Maternità e Infanzia, dove era stato realizzato il Brefotrofio Provinciale, si chiede che venga nuovamente trasformato in ospedale militare, ma poi la presenza delle suore e dei bambini, farà scegliere come sede il Collegio Marinaro.
Viene intanto proclamata la Repubblica di Salò, a Littoria si formano i fasci di Combattimento, padre Montironi annota: San Felice è piena di tedeschi, a Littoria… una divisione corazzata e nei pressi di Sabaudia a
Bella Farnia e nel bosco strada 53 molti automezzi… Kesserling comandante delle truppe tedesche stanziate in Italia, per arrestare la risalita verso Roma delle truppe anglo-americane aveva creato un imponente sistema difensivo che correva trasversalmente dall’Adriatico al Tirreno, la linea Gustav, il cui caposaldo era stato posto a Cassino. Le diverse truppe a turno venivano poste nelle retrovie per riposarsi dai
combattimenti dei fronti principali, le due zone all’uopo previste erano nella conca di Suso tra Bassiano e Sezze, per le truppe reduci dal fronte di Cassino, ed il bosco di Sabaudia, tra la casa cantoniera di Capodomo ed il bivio di Sabaudia, per le truppe del fronte del Garigliano.
Lo sfollamento della città di Sabaudia viene ordinato il 23 settembre e vengono date solo 24 ore di tempo, anche le suore ed i sacerdoti devono lasciare le loro sedi come tutti gli altri, molti si trasferiscono a Borgo
Vodice
, ma qui la situazione è critica perché è stata sfollata anche Terracina per cui oltre a Borgo Hermada, si sono riversati sul borgo anche cittadini di quest’ultima comunità. Vengono distrutti molti ponti realizzati
dall’Opera Nazionale per i Combattenti, al fine di ostacolare l’attacco nemico, il 27 settembre, apprendiamo sempre dalle cronache parrocchiali tenute regolarmente da padre Agostino, che vengono chiamati in
comune tutti i nati degli anni 1910-1925 per essere iscritti negli elenchi dei lavoratori, ma i giovani sfidando i comandi e non si presentano. Oltre i ponti si vocifera che verrà fatta saltare la polveriera di Caterattino.

Lo sciacallaggio

I tedeschi ed i soliti sciacalli cominciano a depredare tutto ciò che trovano sia nel collegio che nelle caserme, biancheria, stoviglie etc. Intanto si registra in città un avvicendamento di truppe, partono i paracadutisti ed arrivano le SS. Solo i Militi della Portuaria rimangono fedeli a Mussolini aderendo alla Decima MAS. Siamo ormai arrivati al mese di ottobre, lo sfollamento di Sabaudia procede, così dei poderi lungo la litoranea, è comunque consentito la mattina dalle 9 alle 11 di accedere alla città per rifornimenti.
La fascia costiera viene minata e vengono costruite le casematte per fronteggiare un attacco dal mare, molti terreni vengono impaludati al fine di rallentare l’avanzata del nemico. Le macchine idrovore vengono arrestate, vengono intasate le foci di canali e di fiumi, il Portatore ed il Sisto vengono ostruiti, il grande lavoro di bonifica annullato in pochi giorni.
Il 29 ottobre arrivano in città 200 paracadutisti che occupano il collegio marinaro, l’albergo Circe, la Maternità e Infanzia. Il comando Tedesco occupa la casa dell’ex segretario del partito, Fatigati, qualche giorno prima il podestà aveva autorizzato la costruzione di trincee per ricovero della popolazione civile, il 12 novembre un apparecchio americano, per mitragliare un’autoambulanza tedesca, finisce su un albero incendiandosi a Cocuzza. Siamo arrivati a Novembre, il municipio si trasferisce a Borgo Vodice dove si trasferiscono anche i sacerdoti. Le case e la chiesa rimaste incustodite vengono rapinate dai soldati e da compaesani, la sede del comune viene usata per feste e festini poco edificanti tra “signorine” e truppe, non molto diversamente da quanto è avvenuto nelle altre città in tempo di guerra e non solo.

La guerra mostra il suo lato peggiore

Questa mia storia, come tutte le altre, vuole e intende semplicemente ricordare per sensibilizzare chiunque abbia la pazienza di leggere, quanto sia importante imparare dagli errori commessi, non possiamo costruire
un futuro migliore senza imparare la storia passata.

Daniela Carfagna

Author: Daniela Carfagna

Nella vita ho fatto veramente tante cose, perché sin da bambina mi hanno insegnato che non è tanto importante il lavoro che si fa, ma come lo si fa. Così il venerdì mi sono laureata in lettere con 110 , a 23 anni, e il lunedì ero sui campi della ditta Terra Flora a raccogliere rape, colorabi e ravanelli, un lavoro durissimo che iniziava alle 5 del mattino e finiva alle 11 di sera. Poi il contatto e il piacere con i ragazzi a scuola, come insegnante di ginnastica e di lettere, infine l’ingresso nel mondo della cultura con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il Comune di Sabaudia. Più di quarant’anni dedicati ai servizi culturali del territorio pontino prima e alla città dalle bianche torri, poi. In realtà un “non lavoro” , una passione ed un amore indiscusso che mi ha regalato molto, moltissimo, in pratica il mio “ quarto figlio” a cui credo di aver dedicato la vita. Oggi ho la fortuna di fare ciò che ho sempre amato, ma che prima non mi era consentito per gli impegni, i figli da crescere ed una famiglia da mandare avanti da sola: scrivere, leggere, viaggiare, ballare, pagaiare sul lago di Paola, con il gruppo Donna Più della Lilt, sezione di Latina, camminare, far fotografie. Adoro l’arte, il cinema e la buona compagnia. Il mio motto “la bellezza e la poesia salveranno il mondo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *