Stalking a danno dei parenti, l’indagato una “personalità ossessiva”

“Una personalità particolarmente pericolosa ed ossessiva”. Un soggetto “disposto a tutto pur di non desistere dalla sue condotte”. Viene descritto così dal sostituto procuratore Martina Taglione il 48enne di Sabaudia arrestato nei giorni scorsi con le accuse di stalking, evasione, diffamazione e danneggiamenti. O.B., queste le iniziali dell’indagato, è stato interrogato dal gip e dagli atti d’indagine emergono i particolari di una vicenda che da lungo tempo vedrebbe una famiglia vittima di una vera e propria persecuzione.

I precedenti

Accusato di aver tormentato tre suoi parenti, vergando scritte diffamatorie contro quest’ultimi sui muri della loro abitazione e non solo e di aver anche aggredito fisicamente uno di loro, O.B. era stato condannato il 29 settembre scorso dal Tribunale di Latina. E lo stesso Tribunale lo aveva condannato anche per aver violato la misura della sorveglianza speciale, per cui era finito agli arresti domiciliari. Condanne che non avrebbero però fatto recedere il 48enne dal suo intento, continuando a indossare i panni dello stalker dal 4 marzo dell’anno scorso al momento dell’arresto.

L’accusa

Lungo l’elenco di scritte offensive e denigratorie a danno dei parenti dell’indagato e addebitate a quest’ultimo fatto dal sostituto procuratore Taglione. Frasi ingiuriose vergate con una bomboletta spray sui muri dell’abitazione delle parti offese e su quelli della scuola elementare Orsolino Cencelli, dell’istituto scolastico Giulio Cesare e di uno studio tecnico. Tutto legato, evidenzia il magistrato nel chiedere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per O.B. a “motivi riconducibili a una risalente lite familiare”. E per fare tali scritte il 48enne sarebbe più volte evaso, come evidenziato dai carabinieri dopo aver piazzato una telecamera nascosta nei pressi dell’abitazione dell’indagato. Per il sostituto procuratore Taglione si tratta quindi di una “ampia e unitaria cornice di atti persecutori posti in essere da tempo nei confronti delle parti offese e riconducibili ad un astio familiare mai sopito”. Secondo il magistrato, O.B. avrebbe così manifestato “di non recedere dai suoi intenti persecutori neanche a fronte dello stato di detenzione domiciliare in cui è ristretto”.

La richiesta di metterlo in carcere

Nel chiedere al gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 48enne, il sostituto procuratore Taglione ha specificato che “appare evidente come l’indagato abbia dimostrato un totale dispregio per le prescrizioni a lui imposte dall’autorità giudiziaria” e come “neanche il regime degli arresti domiciliari lo abbia dissuaso dalle sue condotte persecutorie, tant’è che esce in piena notte dalla propria abitazione, nascondendosi a volte con un ombrello per coprire il volto e non essere così ripreso dalle telecamere che sorvegliano l’abitazione” delle vittime, “della cui esistenza egli è evidentemente a conoscenza”. Di più: è stata chiesta la misura del carcere tenendo conto “della ormai incontrollabilità degli episodi descritti, che si ripetono costantemente, e della inadeguatezza dei controlli delle forze dell’ordine sul…, il quale riesce comunque ad allontanarsi dalla propria abitazione impunemente”.

Il giudice

Il gip Giuseppe Cario ha accolto la richiesta di mettere in carcere il 48enne ritenendo che contro di lui vi siano gravi indizi di colpevolezza e ritenendo “elevatissimo il pericolo di reiterazione” del reato.

Clemente Pistilli

Author: Clemente Pistilli

Nato a Velletri 43 anni fa e laureato in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, da venti anni mi occupo di comunicazione a livello locale e nazionale. Una passione mai sopita quella per il giornalismo in generale e per la cronaca giudiziaria in particolare, portata avanti tanto sulla carta stampata quanto sui nuovi media, con radici rimaste sempre salde sul territorio pontino e innamorato della terra di Circe. E sempre con un imperativo: andare, vedere, raccontare.

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