Indignati, spaventati e stanchi i residenti in via Carlo Alberto a Sabaudia. Non ne possono più i cittadini che vivono nel tratto di strada che dall’ingresso del Parco Nazionale conduce al centro della città.
Interviste ai residenti
“Appena scende il sole dobbiamo barricarci in casa. Abbiamo paura anche ad uscire. I punti vendita di prodotti etnici rimangono aperti fino a tardi e diventano il covo di stranieri e anche italiani che consumano alcolici. Si ubriacano e poi iniziano ad insultarsi. Quando va bene. Per non parlare poi quando alzano troppo il gomito, facendo scoppiare liti animate che a volte diventano risse”. E’ il commento indignato di Paolo (il nome è di fantasia per la privacy, ndr) uno dei residenti in zona.
“La rabbia non è assolutamente dettata dal razzismo”
“La nostra rabbia non viene dettata assolutamente dal razzismo. Noi siamo ben lieti di accogliere ed ospitare comunità straniere, ma bisogna avere educazione. Si dovrebbero rispettare le regole dei padroni di casa. Non è giusto che non posso avere le finestre di casa aperte perché ho paura che i miei due figli piccoli assistano ad atti di aggressione per strada. Questo non è rispetto. Che siano stranieri o italiani. Dico questo perché è già capito che i miei figli erano sul terrazzo ed hanno visto, mentre si picchiavano per strada con le spranghe. Una scena che sarebbe rimasta in mente anche ad un adulto. Vedere correre sul viso dell’aggredito un fiume di sangue, non credo sia educativo. Siamo stanchi di assistere a tutto questo. Stufi di dovere fare attenzione a transitare con l’auto per evitare persone che barcollano per strada”. Così Emanuela (il nome è sempre di fantasia per la privacy, ndr) racconta perché ormai il tratto di via Carlo Alberto non è più sicuro.
“Indispensabili più controlli”
“E’ indispensabile che le forze dell’ordine transitino più spesso lungo il tratto viario. E’ importante per evitare che accadano episodi spiacevoli. E sarebbe anche fondamentale che chi di dovere imponesse la chiusura dei punti vendita di prodotti etnici, proprio come gli altri esercizi. Si eviterebbe la vendita, almeno in quella zona, di alcolici nelle ore notturne. Viviamo in via Carlo Alberto da sempre, fino a qualche anno fa non avevamo questi problemi. Ora, invece, questa strada è diventata quasi terra di nessuno. Ci ospiti siamo noi. Siamo noi che dobbiamo adeguarci alle abitudini degli altri. Tutto questo è assurdo. Assurdo che via Carlo Alberto sia diventato un porto di mare”. Così ha espresso la sua indignazione Piero (il nome è di fantasia per la privacy, ndr) che vive in una traversa laterale di via Carlo Alberto.
