Schiavi nei campi, tre condanne in Cassazione

Indiani fatti entrare illegalmente in Italia e messi a lavorare nei campi di Sabaudia. Braccianti costretti a pagare settemila euro per poter varcare la frontiera e altri quattromila per farsi regolarizzare dai datori di lavoro. Non è una novità la piaga dei nuovi schiavi all’ombra del promontorio del Circeo, mentre il dibattito sul caporalato e sullo sfruttamento nelle campagne dell’agro pontino continua a creare divisioni, cominciano però ad arrivare sentenze definitive che trasformano in verità giudiziarie quelle che prima erano solo ipotesi. La Corte di Cassazione ha infatti confermato le condanne per due imprenditori agricoli della città delle dune e un intermediario di nazionalità indiana, accusati appunto di aver favorito l’immigrazione clandestina e cercato di estorcere denaro ai lavoratori stranieri.

Le indagini

 Impegnati in una delle prime indagini sui nuovi schiavi, cinque anni fa gli investigatori della squadra mobile di Latina arrestarono Antonio Villacara, 44 anni, la moglie Loriana Crociara, 39 anni, imprenditori agricoli di Sabaudia, e Singh Aman Deep, 41 anni. Misure cautelari disposte nell’ambito di un’inchiesta che aveva messo a fuoco il sistema utilizzato per far entrare braccianti indiani in Italia e poi per regolarizzarli, accertando che i due datori di lavoro minacciavano anche gli stranieri di non restituire loro i documenti e di cacciarli se non avessero pagato le somme richieste.

La sentenza

Vicende per cui Villacara e Crociara sono stati condannati a un anno e otto mesi di reclusione e Amand Deep a un anno. Una sentenza resa ora definitiva dalla Suprema Corte. Per i giudici, relativamente alla posizione del mediatore straniero, non vi sono dubbi sulla consegna di 8.500 euro fatta in India dai genitori di uno dei braccianti coinvolti nell’inchiesta alla moglie di Amand Deep, per far lavorare il bracciante nell’azienda di Sabaudia. Considerato infine provato anche il reato di tentata estorsione ai danni dei lavoratori stranieri per cui sono stati condannati Villacara e Crociara. Abbastanza per far dichiarare alla Cassazione inammissibili i ricorsi dei tre e confermare le condanne.

Clemente Pistilli

Author: Clemente Pistilli

Nato a Velletri 43 anni fa e laureato in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, da venti anni mi occupo di comunicazione a livello locale e nazionale. Una passione mai sopita quella per il giornalismo in generale e per la cronaca giudiziaria in particolare, portata avanti tanto sulla carta stampata quanto sui nuovi media, con radici rimaste sempre salde sul territorio pontino e innamorato della terra di Circe. E sempre con un imperativo: andare, vedere, raccontare.

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