Sabaudia, campo profughi all’aperto

Di giorno vagano per strada quasi senza meta, di notte dormono sotto i portici proprio dinanzi alla chiesa di Sabaudia. E’ questo lo ‘spettacolo’ agghiacciante al quale siamo costretti ad assistere, nel cuore di una cittadina turistica, conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza e per essere stata la città tanto amata da Moravia e Pasolini. Negli anni Sabaudia è cambiata, in peggio. Soprattutto sotto il punto di vista immigratorio. Proprio come gran parte della nostra bella Penisola. Una volta in giro per la città delle dune si vedevano personaggi dello spettacolo che facevano shopping. L’economia era certamente più fiorente in tutto il nostro Paese. Oggi la ‘musica’ è cambiata. Per tutti. Siamo costretti ad assistere ad uno scempio che fa rabbrividire anche chi un cuore non lo ha.

Degrado e campo profughi all’aperto

La sera i portici proprio di fronte alla chiesa di Sabaudia si popolano di immigrati. Persone disperate giunte in Italia con la speranza di avere una vita più agiata. Purtroppo non sempre i sogni riescono a realizzarsi. Dinanzi ad un degrado la cui indifferenza diventa silenzio assordante, viene da chiedersi: perchè le Istitutizioni non agiscono? Perchè dinanzi a tanto degrado non si pensa ad una forma di assistenza concreta? Lanciamo un appello anche alla Caritas e al volontariato tutto, perchè si impegnino a trovare una sistemazione a chi è costretto ad avere come ‘abitazione’ un angolo sporco sotto i portici.

La solidarità aiuta a vivere meglio

Non scagliamoci sempre contro i più deboli. Cerchiamo di aiutare chi vive ormai da anni in Italia, tentando di riprendersi la propria vita. Evitiamo nuovi sbarchi nel nostro Paese, ma tendiamo la mano a chi non ha più una casa, a chi non ha più nulla, a chi ha lasciato la propria terra e ora è solo e disperato, senza affetti e bene materiali. Non giudichiamo senza conoscere le loro vere storie. Dinanzi al dormitorio all’aperto, proprio a due passi dal Comune, non si può rimanere indifferenti. Non si può non sentire un sussulto al cuore vedendo esseri umani gettati in un angolo, in attesa di un giorno migliore. E’ un fallimento. Per tutti.

Tiziana Cardarelli

Author: Tiziana Cardarelli

Una passione per il giornalismo diventata una professione. Una professione che sento nell'anima. Rendermi utile mi aiuta a vivere meglio. Cosa mi riempie il cuore di gioia? Il volontariato e vedere sorridere gli occhi dei bambini. Aiutare il prossimo dà un senso di leggerezza e di benessere interiore. Adoro gli animali perché riescono ad amare in modo incondizionato. Nonostante l'esperienza che credo sia la somma delle fregature, mi abbia insegnato che la riconoscenza sia solo il sentimento della vigilia, continuo ad essere sempre disponibile con il prossimo. La mia malattia cronica? Essere una nostalgica romantica.

2 thoughts on “Sabaudia, campo profughi all’aperto

  1. Il problema evidenziato merita la massima attenzione da parte di tutti. Sabaudia, oramai da anni, è città multietnica e multiculturale: le comunità indiana e nord africana (occupate prevalentemente nel settore primario) contano diverse migliaia di appartenenti che vivono nel territorio. Che vi siano alcuni soggetti di tali etnie non ancora integrati e, quindi, disadattati credo sia del tutto fisiologico. L’importante è evitare che costoro, a causa dello stato di marginalità sociale in cui si trovano, finiscano nella rete della criminalità, in particolare quella connessa all’uso e spaccio di stupefacenti. Inevitabilmente si registrerebbe una accentuazione dei delitti, specie di quelli contro la persona e il patrimonio (furti e rapine da strada).
    E’ pertanto assolutamente prioritaria la costituzione di Servizi Sociali strutturati, coinvolgendo in modo coordinato tutti i soggetti che già validamente operano nel Terzo Settore, sostenuti da mediatori culturali e da infrastrutture dedicate (magari destinando alla esigenza una di quelle confiscate e recentemente acquisite dal Comune), allo scopo di evitare ogni forma di emarginazione, accrescendo anche la coesione sociale.
    Il problema merita un’azione tempestiva perché gli ultimi NON possono aspettare !

    1. Sono convinto che queste persone devono essere aiutate e integrate nei lavori socialmente utili cosa che i nostri cassaintegrati non vogliono fare perché è più facile attendere il compenso in automatico, agevolati eventualmente con lavoretti in nero. Pertanto integrazione e rispetto per quanti vogliano rimanere da noi con l’obbligo di essere utili per il nostro paese.

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