Omicidio colposo, i danni li pagherà il Comune?

Era il 24 maggio 2013 quando, mentre era su una scala e stava effettuando dei lavori di sistemazione alla fermata del bus, un dipendente della ditta che si occupa del trasporto locale a Sabaudia rovinò a terra riportando traumi e ferite per cui furono inutili le cure dei medici dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Alessandro Cipolla spirò dopo quasi due mesi di agonia. E per quella morte sul lavoro a pagare il risarcimento ai familiari della vittima ora rischia di essere il Comune di Sabaudia, chiamato come responsabile civile nel processo in corso davanti al Tribunale di Latina.

Le indagini

Il lavoratore morì al Goretti il 17 luglio 2013 e il titolare della Bianchi sas, Riccardo Bianchi, finì indagato con l’accusa di omicidio colposo. Secondo gli inquirenti, alla base del dramma vi erano state una serie di violazioni alle norme sulla sicurezza sul lavoro. L’attività di sverniciatura delle paline e della cornice di una pensilina del bus non sarebbe poi stata quella che avrebbe dovuto svolgere la vittima. Il titolare dell’azienda è quindi stato mandato a giudizio e i familiari di Alessandro Cipolla si sono costituiti parte civile.

Il processo

Essendo emersi dei problemi sul profilo assicurativo e temendo che l’azienda finisse, nel caso il processo si concludesse con una condanna, a non poter pagare il risarcimento alle parti civili, è stato quindi citato come responsabile civile il Comune. Una richiesta accolta dal giudice Simona Sergio. L’ente rischia così, al posto della società degli autobus a cui ha affidato il servizio del trasporto pubblico locale, di dover pagare i danni per il dramma verificatosi sei anni fa. Oggi il Comune si costituirà nel giudizio e la difesa dell’ente è stata affidata dalla giunta di Giada Gervasi all’avvocato Diomede Marafini.

Clemente Pistilli

Author: Clemente Pistilli

Nato a Velletri 43 anni fa e laureato in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, da venti anni mi occupo di comunicazione a livello locale e nazionale. Una passione mai sopita quella per il giornalismo in generale e per la cronaca giudiziaria in particolare, portata avanti tanto sulla carta stampata quanto sui nuovi media, con radici rimaste sempre salde sul territorio pontino e innamorato della terra di Circe. E sempre con un imperativo: andare, vedere, raccontare.

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