Mof: estorsioni e metodi mafiosi per i trasporti, 5 nei guai

I carabinieri del comando provinciale di Latina insieme al coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Roma, hanno proseguito la propria azione di contrasto nei confronti di un gruppo criminale operante nell’ambito del Mof,  Mercato ortofrutticolo di Fondi, uno degli snodi commerciale più importanti della provincia di Latina, che distribuisce anche a livello nazionale.

L’operazione dei militari dell’Arma ha portato all’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare tra Fondi, Pontecorvo (Fr) e Caivano (NA), emesse dal gip del Tribunale di Roma.

Uno in carcere e quattro ai domiciliari

In carcere è finito G.D.A., 64enne originario di Minturno e residente a Fondi. Arresti domiciliari invece per G.D.A., 58enne originario di Minturno e residente a Pontecorvo (Fr); L.D.A, 44enne originario di Minturno e residente a Fondi; C.P., 39enne originario e residente a Fondi; D. R. 33enne originario di Napoli e residente a Caivano (Na).

Le ipotesi di reato contestate loro sono estorsione ed illecita concorrenza con minaccia o violenza, commessi con l’aggravante del metodo mafioso. Nel corso dell’operazione sono state anche sequestrate le quote di due società di trasporto.

Le indagini

Aleppo 2”. Questo il nome dell’indagine, avviata sulla scorta di nuovi elementi emersi successivamente all’omonima operazione (culminata nell’esecuzione di 8 ordinanze di custodia cautelare nel settembre 2018) che aveva portato alla luce un presunto condizionamento ambientale imposto con metodo mafioso dagli indagati sull’indotto del Mercato ortofrutticolo di Fondi, ottenuto, sempre stando a quanto accertato dalle forze dell’ordine, grazie a radicati collegamenti con i clan camorristici casertani. I nuovi accertamenti sembra abbiano consentito agli investigatori di acclarare che gli indagati, nonostante i provvedimenti coercitivi, avrebbero continuato ad esercitare mediante intimidazioni il controllo del mercato.

Regime monopolistico nei trasporti del Mof

Secondo gli inquirenti il gruppo capeggiato da G.D.A., a seguito del sequestro preventivo della ditta precedentemente utilizzata per imporre un regime monopolistico nei trasporti del Mof, avrebbe avviato una campagna minatoria tesa ad estromettere dal mercato la ditta in amministrazione giudiziaria, ostacolandone l’attività imprenditoriale. Non solo. Secondo gloi investigatori, gli indagati avrebbero addirittura minacciato gli autotrasportatori che entravano in rapporti commerciali  con l’amministratore giudiziario.

Sempre secondo quanto sostiene l’accusa, sarebbe stato esercitato un potere intimidatorio di tipo mafioso al fine di monopolizzare i trasporti da e per il Mof, in particolare nella tratte della Sardegna e per Torino, imponendo una vera e propria “provvigione” (5 euro a pedana) per i movimenti effettuati dalle altre ditte.

Trenta militari impegnati

Nella giornata di oggi sono stati 30 i carabinieri impiegati per eseguire i provvedimenti. Al lavoro i militari del comando provinciale di Latina, supportati da quelli delle province di Frosinone e Napoli, e da un velivolo proveniente da Pratica di Mare.

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Author: Redazione

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