Farmaci stupefacenti agli indiani, medico in manette

Per sopportare la fatica dei turni nelle aziende agricole, avevano scoperto che assumendo farmaci con azione stupefacente, riuscivano a lavorare meglio, affaticandosi di meno. Molti indiani, infatti, con la complicità del loro medico di famiglia sembra abbiano ricevuto false prescrizioni. Ricette che venivano poi portare dagli stranieri in una farmacia per ritirare il medicinale. Farmaco che veniva pagato dal Servizio Sanitario, nonostante i pazienti indiani non avessero alcuna patologia. E non è tutto. Molte ricette, sempre secondo l’accusa, sarebbero state portate in una farmacia. I farmaci sarebbero stati rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, nonostante quei medicinali non venissero consegnati a nessuno perché le prescrizioni in realtà sarebbero state fasulle

Le manette

Ad essere arrestato su ordine di custodia cautelare in carcere è stato un medico di famiglia di Sabaudia. E non è tutto. I carabinieri del Nas di Latina, a conclusione di un’indagine denominata No Pain coordinata dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, hanno eseguito anche tre misure interdittive della sospensione dai rispettivi pubblici servizi, per la durata di un anno, sia allo stesso medico raggiunto dall’ordine di carcerazione, ad un farmacista e ad un avvocato del foro di Latina. Divieto di dimora, inoltre per una donna marocchina.

Le accuse

Le quattro persone indagate sono accusate a vario di illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente, falso e truffa ai danni dello Stato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e frode processuale. Le misure cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese ed eseguite dai Carabinieri del Nas e del comando provinciale di Latina.

Le indagini

Tutto è iniziato ad aprile dello scorso anno quando i carabinieri del Nas hanno iniziato un monitoraggio sulle prescrizioni di farmaci ad uso stupefacente. Dagli accertamenti del Nas pare sia emerso che proprio un medico di famiglia di Sabaudia, avesse prescritto 1500 confezioni di un farmaco stupefacente a 22 indiani assistiti, tutti impegnati nel settore agricolo. Prescrizioni che sembra, sempre secondo quanto accertato dagli investigatori, non avrebbe avuto alcuna finalità terapeutica. L’assunzione del medicinale, insomma, pare non servisse per curare patologie ma per sopportare meglio la fatica degli stranieri, impegnati nel settore agricolo.

Secondo gli inquirenti le false esenzioni del ticket sanitario avrebbero causato un danno al servizio sanitario di oltre 24mila euro.

Il modus operandi

Stando sempre a quanto accertato dagli inquirenti, sembra che il medico di base prescriveva indebitamente 3.727 ricette del S.S.N. indicando falsamente il codice di esenzione ticket a favore di 891 pazienti provocando un danno al Sistema Sanitario Nazionale per complessivi oltre 146mila euro. Non solo.

Il ruolo della farmacia indagata?

Secondo l’accusa il medico di base avrebbe prescritto anche farmaci, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, mai consegnati ai pazienti, intestatari delle ricette, il cui costo veniva rimborsato alla farmacista indagata e destinataria di misura interdittiva. Il medico di famiglia, in concorso con gli altri indagati, sempre secondo l’accusa, avrebbe redatto anche falsi certificati, finalizzati all’illecita regolarizzazione di cittadini extracomunitari, attestando falsamente la loro presenza sul territorio nazionale prima dell’otto marzo 2021.

Il ruolo dell’avvocato?

Sempre secondo quanto avrebbero accertato gli investigatori, il legale, destinatario di misura restrittiva, avrebbe chiesto ed ottenuto dal medico un certificato a favore di un 51enne del luogo, colpito da ordinanza di esecuzione di carcerazione e decreto di sospensione dello stesso, attestante false patologie psichiatriche da utilizzare per ottenere una misura alternativa alla detenzione.


Author: Redazione

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