Annullata la bocciatura di un alunno disabile dell’istituto comprensivo Caio Giulio Cesare di Sabaudia. La scuola non aveva messo a punto un piano di sostegno per lo studente, come sollecitato invece dalla stessa Asl, e poi nel giugno scorso gli insegnanti avevano deciso di bocciarlo sostenendo che avesse troppe insufficienze. Un provvedimento stroncato dai giudici
amministrativi, a cui i genitori del minore hanno fatto subito ricorso, condannando anche l’istituto scolastico e il Ministero dell’istruzione a risarcire alla famiglia del ragazzino 2.500 euro di spese legali.

Il caso
Al termine dello scorso anno scolastico, quello 2018/2019, per lo studente disabile era arrivata la bocciatura. Il consiglio di classe dell’istituto comprensivo Caio Giulio Cesare aveva deciso di non ammetterlo alla classe successiva per il “mancato raggiungimento degli obiettivi formativi e di contenuti previsti dalla programmazione e per le gravi ed estese insufficienze in più discipline”. Una situazione che non gli avrebbe consentito di poter affrontare gli studi successivi. La decisione è stata però subito impugnata dai genitori dell’alunno, che al Tar di Latina hanno
chiesto di annullarla e un risarcimento del danno subito, documentando quanto era accaduto nei mesi precedenti.
La sentenza
I giudici amministrativi hanno ben presto appurato che, come emerge dagli atti che erano stati consegnati allo stesso istituto comprensivo di Sabaudia, lo stato di salute del minore rendeva necessario un piano educativo individualizzato, il cosiddetto Pei. Un piano ritenuto fondamentale dallo stesso Dipartimento di salute mentale dell’unità ospedaliera di neuropsichiatria infantile.
Il Pei per l’alunno poi bocciato non era stato però adottato dalla scuola. Il Tar ha quindi precisato che, essendo obbligatorio il piano in tali situazioni, con allievi con determinate “patologie cognitivo-comportamentali”, vi è un orientamento giurisprudenziale consolidato che prevede, in assenza del Pei,
l’illegittimità di un provvedimento come quello che a giugno è stato preso dal consiglio di classe di Sabaudia. L’omissione del piano, viene evidenziato nella sentenza, “rende non legittimo il giudizio negativo di valutazione del percorso scolastico”. E la bocciatura è stata annullata.


