Rosa e Giuseppe Pastore, insieme da quasi 80 anni. Esempio d’amore in un mondo che va a rotoli

Basta guardarli per capire che l’amore, quello vero, esiste. Non postano foto. Non cercano applausi. Per sentirsi importanti non hanno bisogno di raccontare la loro vita. Ma la loro storia, oggi, è notizia. Perché in un mondo che corre, che dimentica, che cambia partner come si cambia operatore telefonico, Rosa e Giuseppe Pastore sono rimasti. Fermi. Uniti. Insieme.

Settant’anni di matrimonio. Nozze di Titanio, come le chiamano. E forse è davvero “titanico” l’amore che li tiene legati. Perché solo qualcosa di indistruttibile può spiegare com’è possibile amarsi ancora, con lo stesso sguardo del primo giorno, dopo quasi 80 anni.

Giuseppe, 96 anni, maresciallo dell’Esercito ormai in pensione. Uomo d’altri tempi. Duro, silenzioso, con quella schiena dritta che ti fa subito capire cosa vuol dire servire la Patria e la famiglia. Ha iniziato la sua vita in Campania, poi nel ’49 è arrivato a Sabaudia. Nella città delle dune ha costruito tutto. Carriera, casa e famiglia.

Rosa, 90 anni, non è solo sua moglie. È la forza invisibile dietro ogni giorno. Sarta precisa, madre instancabile, sorella premurosa. Ha cresciuto quattro figli (due maschi e due femmine) senza mai perdere un colpo. E oggi che potrebbe riposarsi, balla. Sì, balla. Una passione che ha da quando è bambina. Appena parte la musica, si alza, sorride e comincia a muoversi. Alle feste di piazza, nelle balere, ai compleanni. È la nonna che non si ferma mai. Un uragano. Donna solare, sorridente e con la battuta sempre pronta: “Il ballo è sempre stato la mia passione. Quando ero ragazzina, spostavamo i mobili in casa e ballavamo”.

Tra di loro c’è ancora quello sguardo intenso. Non quello finto da film. Quello vero. Quello di chi si è cercato, aspettato, scelto. Rosa comanda, lo dice ridendo, ma con fierezza: “In casa porto io i pantaloni. Peppe fa finta di non sentirmi. Gli fa comodo fare finta di essere sordo”. Lui la guarda, paziente, e controbatte: “Sono fortunato a non sentirci più tanto. Ma la verità è che anche se sento poco, lei la sento sempre”.

Sono bellissimi. La loro simbiosi emoziona. La loro complicità fa capire che l’amore esiste, ma forse non esistono più le persone che sanno amare.

Sono nonni, bisnonni, genitori adorati. Ma soprattutto, sono lezione vivente al mondo che va a rotoli. Un mondo che ha smarrito pazienza, tolleranza e senso del sacrificio. Oggi basta un malinteso, un momento no e le coppie si lasciano, senza pensare alle conseguenze. Alla sofferenza dei figli. Anche Rosa e Giuseppe avranno avuto periodi bui. Anche loro in quasi 80 anni di unione avranno litigato e discusso. Avranno attraversato assenze, sacrifici, silenzi, paure, difficoltà economiche. Ma loro non hanno mai smesso di essere l’uno il rifugio dell’altro.

A guardarli, ci si commuove. Perché non c’è niente di spettacolare, niente di costruito. Nella loro storia c’è solo una cosa che oggi fa quasi paura nominare: amore. Quello vero. Quello che non si compra, non si trova, non si inventa. Si costruisce, giorno dopo giorno, con fatica, sacrifici e risate. Ma anche qualche lacrima. Amare è anche riuscire ad impegnarsi e raggiugere un compromesso. Quello che oggi non piace quasi più a nessuno.

Giuseppe e Rosa a novembre celebreranno le nozze di Titanio. E già guardano avanti: “Puntiamo ai 75, alle nozze di Platino”, dice Rosa con quel sorriso che non ha mai perso. “Tanto a lui devo ancora insegnare due o tre cose”. E Peppe, come lo chiama la moglie, la guarda. Non serve che risponda. Perché certe cose, dopo settant’anni, si dicono col silenzio.

C’è chi vive un’intera vita senza capire cosa sia l’amore. E poi ci sono loro. Che lo raccontano, senza dire nulla. Guardarli e non commuoversi è impossibile.

Author: Tiziana Cardarelli

Una passione per il giornalismo diventata una professione. Una professione che sento nell'anima. Rendermi utile mi aiuta a vivere meglio. Cosa mi riempie il cuore di gioia? Il volontariato e vedere sorridere gli occhi dei bambini. Aiutare il prossimo dà un senso di leggerezza e di benessere interiore. Adoro gli animali perché riescono ad amare in modo incondizionato. Nonostante l'esperienza che credo sia la somma delle fregature, mi abbia insegnato che la riconoscenza sia solo il sentimento della vigilia, continuo ad essere sempre disponibile con il prossimo. La mia malattia cronica? Essere una nostalgica romantica.

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