Guerra Russia-Ucraina, un mondo in disordine

Il mondo è più in disordine dei miei pensieri, così  mi è difficilissimo anche scrivere, incollata al televisore, con i giornali in mano, mi sento stanchissima, schiacciata dai sentimenti, dalle riflessioni, dalle notizie che deflagrano nel silenzio, come le bombe che vedo lanciare sugli schermi.

Fino a qualche ore fa…

Pensavo fino a qualche ora fa, che le responsabilità fossero condivise, che l’Ucraina avesse dovuto mantenersi neutrale per creare una sorta di zona franca, come avveniva fino al secolo scorso anche a due passi da noi, quando La città di Terracina fungeva da zona di confine tra Regno di Napoli e Stato Pontificio, che Putin aveva le sue ragioni e Biden, forse, avrebbe dovuto incalzare meno, pensavo che l’Europa non faceva la sua parte in modo coerente, ma nel giro di 48 ore  tutte le poche certezze che avevo sono andate a quel paese, volatilizzate come alcol in una bottiglia.

Il sentimento del dolore

Quando ho visto i carrarmati schiacciare le macchine, quando ho visto le donne di casa che imbracciavano i fucili per salvare le proprie famiglie, quando ho visto colpire in modo indiscriminato, tutte le ragioni della politica, della geografia, dell’economia si sono sbriciolate, sono divenute nulla e solo il sentimento del dolore ha gridato nella mia anima.

Sognare che le bombe siano uccelli

La profanazione della propria terra, della propria patria è divenuta carne viva e lacerata e gli sguardi, sì ho sentito la forza di quegli sguardi che non avevano lacrime, né rassegnazione, ma forza, la disperazione che diventa coraggio al di là di se stessi… allora ho sognato che quelle bombe potessero trasformarsi in uccelli come in questa bella immagine e i brutti pensieri volar via lontano come nelle fiabe.

Author: Daniela Carfagna

Nella vita ho fatto veramente tante cose, perché sin da bambina mi hanno insegnato che non è tanto importante il lavoro che si fa, ma come lo si fa. Così il venerdì mi sono laureata in lettere con 110 , a 23 anni, e il lunedì ero sui campi della ditta Terra Flora a raccogliere rape, colorabi e ravanelli, un lavoro durissimo che iniziava alle 5 del mattino e finiva alle 11 di sera. Poi il contatto e il piacere con i ragazzi a scuola, come insegnante di ginnastica e di lettere, infine l’ingresso nel mondo della cultura con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il Comune di Sabaudia. Più di quarant’anni dedicati ai servizi culturali del territorio pontino prima e alla città dalle bianche torri, poi. In realtà un “non lavoro” , una passione ed un amore indiscusso che mi ha regalato molto, moltissimo, in pratica il mio “ quarto figlio” a cui credo di aver dedicato la vita. Oggi ho la fortuna di fare ciò che ho sempre amato, ma che prima non mi era consentito per gli impegni, i figli da crescere ed una famiglia da mandare avanti da sola: scrivere, leggere, viaggiare, ballare, pagaiare sul lago di Paola, con il gruppo Donna Più della Lilt, sezione di Latina, camminare, far fotografie. Adoro l’arte, il cinema e la buona compagnia. Il mio motto “la bellezza e la poesia salveranno il mondo”

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