Cupola del Brunelleschi, 600 anni e non sentirli

Il 7 agosto di questo anno la cupola del duomo di Firenze, S. Maria del Fiore detta più comunemente cupola del Brunelleschi, compie ben 600 anni, sei secoli durante i quali ha dominato e domina tuttora in maniera imponete lo skyline di una delle città artisticamente ed architettonicamente più belle ed importanti del mondo.
Considerato da tutti un capolavoro assoluto di architettura ed ingegneria, al momento della sua realizzazione rappresentava la cupola più grande al mondo e ancora oggi rimane la più grande cupola in muratura mai costruita. E’ ancora considerata da molti la più importante opera architettonica mai edificata in Europa dall’epoca romana.
La sua importanza e notorietà è data anche dal fatto che con la sua realizzazione si fa partire convenzionalmente il periodo dell’umanesimo e del rinascimento nel campo strettamente architettonico.
Oggi è uno dei simboli di Firenze, forse quello più rappresentativo, una delle attrazioni principali della città, una perla architettonica visitabile attraverso un percorso angusto ma molto emozionante, che conduce fino all’altezza della lanterna da cui, una volta raggiunta, si gode di una vista a 360 gradi su un panorama unico al mondo.

Cenni storici

Il duomo di Firenze fu progettato da uno dei maggiori architetti del XIV sec., Arnolfo di Cambio, le sue imponenti dimensioni erano dovute al fatto che con esse Firenze voleva manifestare la sua potenza e la sua grandezza, soprattutto nei confronti della sua città rivale in quel periodo, Siena.
Quando nel 1315 il tamburo ottagonale su cui doveva poggiare la cupola fu terminato, sorse il problema di come poter realizzare un’opera di quelle dimensioni garantendone la staticità e la durata.
Il problema di come “voltar la cupola” divenne annoso, tanto che durò fino al 1418, quando L’Opera del Duomo indisse un concorso pubblico per la realizzazione della cupola.
A seguito dello stesso vennero nominati due “capomaestri”, Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi.
Nel 1420 iniziarono i lavori che procedettero con non poche difficoltà e attriti tra i due architetti, nel 1425 Lorenzo Ghiberti venne estromesso dai lavori, i quali restarono di esclusiva competenza di Filippo Brunelleschi.
Da quel momento il cantiere ebbe una notevole accelerazione e terminò nel 1436, quando i lavori vennero dichiarati ufficialmente ultimati con la benedizione di papa Eugenio IV.
Successivamente venne indetto un nuovo concorso per la progettazione e realizzazione della lanterna, vinto anche questo dal Brunelleschi, ma purtroppo egli morì pochi mesi dopo l’inizio del cantiere nel 1446, così i lavori vennero portati a termine su progetto originario del Brunelleschi dal suo allievo ed amico Michelozzo e terminati da Antonio Manetti nel 1461.
Nel 1466 infine venne collocata al di sopra della lanterna la palla di bronzo contenente alcune reliquie sacre, opera di Andrea del Verrocchio, uno dei maggiori artisti del primo rinascimento.

Concezione Innovativa

La cupola del Brunelleschi al momento della realizzazione rappresentò un approccio progettuale e tecnico totalmente innovativo. Le ispirazioni a cui l’architetto poté rifarsi per immaginare il suo capolavoro erano rappresentate dalle costruzioni fiorentine già esistenti, dalle strutture a volta di epoca romana e dalla pratica costruttiva persiana.
Ma l’idea che egli ebbe e realizzò fu del tutto innovativa, infatti non erano mai state realizzate fino ad allora cupole a spicchi (volta a botte sestiacuta a pianta ottagonale), inventò anche il procedimento costruttivo, infatti fino ad allora le cupole realizzate erano state di tipo autoportanti, invece quella del Brunelleschi è costituita da otto vele
organizzate su due calotte separate da una intercapedine di circa 1,20 m, il cui scopo è quello di alleggerire la struttura, esempio unico fino a quel momento. Questa nuova idea progettuale risultò alquanto azzardata quanto ammirata e grazie all’intuizione geniale del Brunelleschi oggi, dopo 600 anni, possiamo ancora ammirare uno dei capolavori architettonici ed ingegneristici di tutti i tempi.
L’influenza che la cupola del Brunelleschi ebbe da quel momento in poi nella storia dell’architettura fu enorme e uno degli esempi più evidenti è rappresentato dalla cupola della basilica di S. Pietro, progettata da Michelangelo che la prese ad esempio e modello.

Eventi in programma

In occasione della ricorrenza dei sei secoli di vita della cupola Brunelleschiana, l’Opera di S. Maria del Fiore ha creato una apposita commissione che si occuperà dell’organizzazione e coordinazione di numerosi eventi che si terranno a Firenze e che sarà aperta anche a vagliare ed accogliere proposte provenienti anche da fuori.
Gli eventi saranno di carattere scientifico e culturale ed offriranno un ulteriore motivo a tantissimi visitatori di tutto il mondo di ammirare Firenze, la sua storia, la sua arte e la sua architettura.

Cristiano Rossi

Author: Cristiano Rossi

Progettista architettonico, strutturale e consulente d'ufficio. cristiano_box@virgilio.it

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