Intimidazioni al Parco, Dna e Gps per incastrare gli autori

Intimidazioni al Parco, continuano senza sosta le indagini da parte dei Carabinieri del comando provinciale di Latina. Dopo il ritrovamento di alcune impronte digitali lasciate dagli autori del gesto intimidatorio, avvenuto lo scorso 24 giugno a Sabaudia, gli inquirenti stanno effettuando accertamenti certosini per ricavare il Dna dei responsabili. Un modo sicuro, insomma, per assicurare alla giustizia, senza errori, chi la notte tra la domenica e l’ultimo lunedì di giugno scorso lasciò dinanzi agli uffici dell’Ente Parco a Sabaudia tre taniche, contenenti cento litri di gasolio, oltre ad una lettera minatoria e alcuni proiettili. Un plico, indirizzato al comandate della stazione carabinieri forestali della città delle dune, con esplicite minacce.

Gps per localizzare i responsabili

Da alcune indiscrezioni sembra che gli inquirenti stiano lavorando, tra l’altro, anche sul Gps. Di cosa si tratta? Il Gobal positioning system è un sistema di posizionamento e navigazione satellitare che attraverso una rete dedicata fornisce a un terminale mobile o appunto ricevitore Gps, informazioni precise sulle coordinate geografiche e sul suo orario, addirittura in ogni condizione meteorologica. Un modo per localizzare un telefono, rintracciando così ogni minimo spostamento del titolare di un dispositivo mobile. In questo caso di quelli che sarebbero sospettati di essere gli autori materiali delle minacce a Forestale e Parco.

I Carabinieri, dunque, tra impronte e localizzazione contano di arrivare a dama il prima possibile. Una vicenda delicatissima, quella sulla quale gli investigatori stanno lavorando in modo costante e quotidiano. Un gesto pesante contro il Parco e i Carabinieri Forestali che il giorno dopo l’accaduto, mobilitò addirittura il ministro Costa. (LEGGI ANCHE QUI)

Avatar

Author: Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *